

Per tutti coloro che vogliono seguire le scoperte e le vicissitudini di giovane studente...!


Settimana alquanto interessante quella appena trascorsa, da punto di vista scolastico lavorativo scientifico posso affermare che è passata via liscia, la quiete prima della tempesta…
Dal punto di vista festaiolo, tutto un altro discorso…
Tra lunedì e mercoledì si sono susseguite, un po’ organizzate e un po’ casuali alcune devastazioni personali e collettive in quel di Padova, intramezzate da un evento molto particolare.
Partendo con ordine, lunedì 2 giugno festa della repubblica, io e gli altri componenti della combriccola patavina abbiamo ben pensato di chiamare nel nostro podere alcuni amici della compagnia de brojan, per una giornata in compagnia
Il programma della giornata prevedeva:
menu a base di panini farciti con wurstel salcicce e sottoaceti vari, per inciso la carne è stata cotta alla brace dal giorgino. Il tutto annaffiato da buona birra e varie altre bevande analcoliche. E per non farci mancare nulla, come nelle migliori tradizioni festaiole avevamo anche il chitarrista dal vivo (Matteo Massignani
detto Jimmy Page per gli amici) con le solite immancabili canzoni da cantare tutti in compagnia. Il risultato sta a voi giudicarlo per quanto si può vedere dalle foto in alto.
Il martedì ripresa dalle bisbocce del giorno prima e in attesa del mercoledì universitario…
Il mercoledì mattina un altro evento però, ha turbato la quiete di noi poveri “studenti”, l’arrivo dell’”ingegnere”. Un manager, un’aitante e spavaldo individuo in giacca e cravatta, in completo gessato che il mattino presto, diciamo verso 7.30 si aggira con fare furtivo ma al tempo stesso impettito e furbesco per la città.
La domanda che vi frullerà per la crapa sarà: ma chi cazzo è sto chi? Signori e signore è proprio lui…. Michele Milan! pronto per la due giorni di congresso su nuove tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti…
La sera, dopo che il professionista è tornato ad indossare i panni dello studente; mi dimenticavo di dire però che lo stile da gallo non è stato abbandonato nemmeno con tanta omologazione, dato che si aggirava per PD con “tasca pane” e “Clark, siamo usciti per uno spritz tranquillo, e siamo tornati un po’ “imbriaghi”, causa del happy delle 2130….va beh, dai capita!
Tirando un momentino le somme 2 feste con balle annesse nel giro di 3 giorni, niente male che ne dite….!
Tra le molte persone che mi circondano nell’ambiente famigliare, quello senza dubbio più fuori di testa è lo zio Nico, che in verità, per l’anagrafe di nome fa Domenico. Costui è un signore di 70 anni che agli occhi di un osservatore distratto appare come una persona calma docile e ben distinta nel portamento. Ma, coloro che lo conoscono e gli sono amici possono confermare che è tutto fuorché tranquillo. Lui, è il fratello maggiore della mia mamma, e grazie al suo carattere si riesce ad avere un rapporto aperto che va al di là delle pure formalità tra parenti, magari di una certa età. Ha la bellissima abitudine di dire sempre quello che pensa, nel bene o nel male. Vi basti pensare che riesce a farmi fare delle figure di m***a non indifferenti anche solo parlando con i miei genitori. Per esempio, è colui che mi chiede come vanno le cose a Padova, ma non dal punto di vista scolastico, bensì dal punto di vista della “gnocca”. Tanto per non smentire al sua fama, oggi a pranzo è uscito con una delle sue genialate, in un momento di tranquillità ha fatto notare a tutti che quest’anno avevo dato fondo alle riserve di cioccolata che ho ricevuto a Pasqua (di solito è lui a finirle dato che io non sono così goloso) e poi, con la naturalezza che lo contraddistingue mi guarda e mi dice: beh valà caro!!! Catate ‘na tosa e taca ciavare, parché chi la situasion la ze critica! (Traduzione: è meglio che ti trovi una donna e alla svelta!). E’ stato colui che, fin dall’inizio della mia ultima storia con una tipa, mi ha detto le cose come stavano. E quanto lo cose sono precipitate e lei mi ha brutalemente piantato, mi fa: Varda, l’unica roba che te ghé perso zè do tette bele grosse, par resto, niente de bon, ansi la zera fora de posto vissin de tì! (Traduzione: non hai perso nulla di ché!). Per il resto, è una persona da stimare profondamente, e non solo perché è mio zio ma anche per il livello culturale che sfoggia, io rimango sempre a bocca aperta quanto intraprendiamo discussioni di storia o letteratura insieme, è quello che si sul dire un pozzo di conoscenza. È appassionato di arte e architettura tanto che, lui e la mia mamma, annualmente si vanno a fare quelle visite guidate per le ville palladiane.
Per completare questa rapida panoramica su questo “distinto signore” vi dico che: ha passato gli anni

In quest’ultimo periodo mi capita spesso di pensare al vero significato della parola felicità. Ora, molti di quelli che mi conoscono, sosterranno che sono rincoglionito, e che le sostanze balsamiche che respiro per tutto il dì mi hanno dato alla testa. In parte potrebbero avere ragione, ma, ultimamente mi pongo con una certa regolarità la domanda: chi si può dire veramente felice?!
Per esempio, io, mi dovrei sentire felice dato che ultimamente ho conosciuto una gentil donzella in quel di Padova che definirei: abile oratrice di un livello culturale elevatissimo, ma, non è propriamente così! Non riesco ad essere pienamente felice di questo fatto, se non fosse altro che in partenza so che questa strada è una strada chiusa. È da dire però che ogni volta che passo del tempo con questa girl, puntualmente il tempo vola. E questo mi rende felice. O meglio, mi rende felice fino al momento in cui la serata si chiude, di li in poi è un altro discorso…
Una cosa che mi rende sicuramente felice sono le stronzate con gli amici e l’imprevedibilità di certi eventi, e l’essere circondato da donzelle, dopo i quali sento un’energia interiore rinnovata.
Una cosa che mi rende infelice, ma al tempo stesso, non me ne può frega di meno, come dicono a Roma, è che alcune delle mie più care amiche di corso, hanno deciso, di togliermi il saluto, o forse l’ho tolto io a loro… solo per il fatto che avevo chiesto loro una cosa a cui io non avrei rinunciato per nulla al mondo, loro, o meglio una di loro, ha detto no categorico quindi siamo arrivati alla guerra fredda!
Un’altra cosa che mi rende infelice, e mi fa incazzare, senza contare che quando capita questa situazione scado nella violenza verbale, è il fatto che il mio papà, bravissimo uomo ha una difficoltà immensa ad utilizzare un pc, e sembra che non riesca ad imparare nulla di quello che gli spiego.
Tirando le somme di questo monologo, e ricordando che non sono né un filosofo né uno psicopatico, sono giunto alla conclusione che il concetto di felicità ha molte sfaccettature, molti toni di colore, e racchiude sensazioni che possono essere opposte tra loro, che miscelandosi divengono complementari e danno la percezione della realtà in un certo modo piuttosto che un altro.
In aggiunta a questo, io credo che la felicità che prova una persona può scaturire dalle situazioni più impensate, un’alba con cielo terso un tramonto al mare, un sorriso di una bella donzella, tutte situazioni che in quel momento specifico ti fanno affermare tra te e te; sono felice.
E voi miei cari lettori, ve la siete mai posta questa domanda….
Sono passati alcuni giorni dalla fine del week-end Pasquale ed ora mi sento pronto a farvi un rapido quadro della devastazione a cui sono incorso.
Salve a tutti, sono ritornato on line finalmente....