
L'acronimo DEPT significa Distortioless Enhanced by Polarization Transfer è una tecnica di risonanza magnetica nucleare che sfrutta la polarizzazione data dall'applicazione di una frequenza di disaccoppiamento al nucleo 1H. La polarizzazione indotta dalla doppia risonanza permette di incrementare la popolazione di nuclei che possono subire transizione per interazione con la giusta r.f. questo permette di aumentare la sensibilità dello strumento verso nuclei poco sensibili come ad esempio il carbonio 13.
Per spiegare in che cosa consiste questa tecnica di analisi si deve richiamare il concetto di “sequenza di impulso”. In una normale scansione NMR la sequenza di impulso è essenzialmente composta da un tempo di preparazione ove i nuclei si allineano con le linee di forza del campo magnetico, da l'impulso dell'emettitore di r.f ed infine dalla registrazione del FID. La sequenza DEPT si compone di un ulteriore dilazione temporale chiamata tempo di evoluzione (evolution time) nel quale vengono applicati una serie di impulsi di doppia risonanza al protone a 90 ed a 180° che aumentano il segnale del carbonio 13 (generazione di una Maghetizzazione antifase per irraggiamento del protone). Allo stesso nucleo e sempre durante il tempo di evoluzione vengono applicati impulsi di r.f a 90° ed a 180° che hanno la funzione di implementare ulteriormente il segnale eliminando effetti deleteri per l'intensità dello stesso come lo possono essere effetti di accoppiamento spin spin e rilassamento trasversale che se sono presenti allargano i picchi diminuendo la sensibilità. La magnetizzazione al carbonio 13 ha inoltre la funzione importantissima di trasformare quella generata in antifase per il protone in un incremento della sensibilità. É da ricordare inoltre che in questa fase che si genera l'orientazione caratteristica dei vettori di CH CH2 CH3 applicando l'angolo di impulso preciso ad ogni gruppo, si possono rimuovere selettivamente e determinare che tipo di carbono è responsabile di quel chemical shift. L'angolo 135° permette di avere nello spettro tutti e tre i segnali distinti però in positivi CH e CH3 e CH2 negativo, mentre un angolo di 45° produce solo segnali positivi. Un angolo di 90° porta all'eliminazione dallo spettro dei segnali di CH2 e CH3 e mantiene positivi i segnali dei carboni metini. Il vantaggio che offre il DEPT è di poter assegnare senza ombra di dubbio le identità ai carboni rilevati in un normale disaccoppiamento 13C senza ambiguità o dubbi di ogni sorta. Come si è potuto notare non si fa cenno ai carboni quaternari in quanto per loro natura non usufruiscono del polarization transfer che permette l'incremento della sensibilità per metino, metilene e metile.






Alle ore 6,35 di stamani è scattata, puntuale come ogni anno, l'apertura generale della stagione di pesca nei torrenti Agno e Chiamo. Potevo io mancare a questo imprendibile appuntamento?? Assolutamente no! Sono ormai 10 anni che la prima domenica di Marzo il Vietcong (pirla!) ritratto nella foto si aggira con fare furtivo ed alquanto goffo per l' alveo dell'Agno. Questo torrente alpino che nasce ai piedi delle piccole dolomiti si presenta in alcuni tratti impetuoso, disseminato di cascatine, cascatone, rapide, e tratti di relativa calma, accoglie in questo periodo un formicolio di appassionati pescatori di ogni età ed esperienza tecnica. Le specie ittiche che vi dimorano, come ogni buon torrente alpino che si rispetti, fanno parte della grande famiglia dei salmonidi, ovvero Trote varietà Fario (specie autoctona), Salmerini (specie di Trota distinta delle altre per delle strisce bianche sulle pinne ventrali) e qualche rara Iridea (specie non autoctona che si trova prevalentemente nei laghi). Completano la popolazione, Barbi Canini e Salgarelle (pesciolini piccoli simili alle acciughe di mare).


Qualche settimana fa ho subito le angherie del generale inverno, ovvero mi sono preso un bel raffreddore alla fine di un week-end molto movimentato. Spinto dalla disperazione causata dalla bruttissima sensazione di avere il naso chiuso e con il pensiero di passare, a causa di ciò, una notte insonne ho applicato su me stesso un rimedio della medicina popolare per alleviare quella insopportabile tortura. Sul punto di avere una crisi di nervi per non avere il mio fedele spray a base di corticosteroidi, mi è ritornato alla mente un passaggio di una lezione di Farmacognosia dell'anno scorso tenuta dal Prof. Ragazzi, il quale sosteneva che alcune popolazioni erano dedite all'uso di Peperoncino per alleviare i sintomi delle malattie da congestione nasale sniffando strisce di polvere di caspico ossia peperoncino. Ad onor del vero però il docente, dopo aver esposto questa usanza, per così dire pagana, si è detto scettico sul fatto che vi possa essere una base farmacologia precisa, ovvero che l'effetto di apertura del naso sia dovuto più ad un riflesso del tipo nocicettivo della mucosa (cioè l'epitelio reagisce rilasciando mediatori di costrizione perché quella sostanza è irritante) che non al potere intrinseco del preparato. 




