E' la sacro santa verità, le belle cose molto spesso nascondono insidie e pericoli. Il bel fiore della foto appartiene alla pianta del tabacco denominato dai botanici "Nicotina Tabacum", le cui foglie sono consumate sotto forma di "bionde" da moltissimi individui nel mondo. E' notizia di Giovedì che uno studio epidemiologico su un campione di ex-fumatori che si sono sottoposti a trattamenti farmacologici per smettere di fumare sono molto più esposti nel contrarre una neoplasia buccale. Vien naturale pensare che non ci sia scampo per un fumatore, in ogni caso è cronicamente più esposto verso una serie di patologie gravi. Se continua fumare, ha alte probabilità di contrarre carcinoma polmonare, se smette, e per farlo aiuta la sua volontà con date preparazioni che si trovano in farmacia, ha alte probabilità di contrarre un cancro in bocca.L'articolo poneva in evidenza il fatto che i preparati farmaceutici sotto forma di gomma da masticare contenti nicotina che hanno lo scopo di evitare crisi di astinenza al fumatore e di conseguenza possibile recidive (un po' come succede ai tossico dipendenti con il metadone come antioppiaceo) se consumati per lungo tempo espongono a gravi rischi. La nicotina, che ricordiamo essere un potente veleno ed insetticida, contenuta nelle gomme si ipotizza essere responsabile delle mutazioni geniche del gene denominato FOXM1 responsabile dello sviluppo della iperplasia maligna. Va detto che se vengono seguite alla lettera le istruzioni per la terapia e la stessa non viene protratta oltre il necessario non si dovrebbero avere conseguenze. Infatti, l'indagine sui campioni ha fatto emergere che tali individui hanno continuato a consumare le gomme alla nicotina anche per anni dopo aver smesso di tabaccare. A parere del tutto personale è più utile sottoporsi ad una terapia più seria di quella che prevede la somministrazione di un veleno nonché un'insetticida, tale terapia potrebbe prevedere l'uso della Vareniclina



Alle ore 6,35 di stamani è scattata, puntuale come ogni anno, l'apertura generale della stagione di pesca nei torrenti Agno e Chiamo. Potevo io mancare a questo imprendibile appuntamento?? Assolutamente no! Sono ormai 10 anni che la prima domenica di Marzo il Vietcong (pirla!) ritratto nella foto si aggira con fare furtivo ed alquanto goffo per l' alveo dell'Agno. Questo torrente alpino che nasce ai piedi delle piccole dolomiti si presenta in alcuni tratti impetuoso, disseminato di cascatine, cascatone, rapide, e tratti di relativa calma, accoglie in questo periodo un formicolio di appassionati pescatori di ogni età ed esperienza tecnica. Le specie ittiche che vi dimorano, come ogni buon torrente alpino che si rispetti, fanno parte della grande famiglia dei salmonidi, ovvero Trote varietà Fario (specie autoctona), Salmerini (specie di Trota distinta delle altre per delle strisce bianche sulle pinne ventrali) e qualche rara Iridea (specie non autoctona che si trova prevalentemente nei laghi). Completano la popolazione, Barbi Canini e Salgarelle (pesciolini piccoli simili alle acciughe di mare).


Qualche settimana fa ho subito le angherie del generale inverno, ovvero mi sono preso un bel raffreddore alla fine di un week-end molto movimentato. Spinto dalla disperazione causata dalla bruttissima sensazione di avere il naso chiuso e con il pensiero di passare, a causa di ciò, una notte insonne ho applicato su me stesso un rimedio della medicina popolare per alleviare quella insopportabile tortura. Sul punto di avere una crisi di nervi per non avere il mio fedele spray a base di corticosteroidi, mi è ritornato alla mente un passaggio di una lezione di Farmacognosia dell'anno scorso tenuta dal Prof. Ragazzi, il quale sosteneva che alcune popolazioni erano dedite all'uso di Peperoncino per alleviare i sintomi delle malattie da congestione nasale sniffando strisce di polvere di caspico ossia peperoncino. Ad onor del vero però il docente, dopo aver esposto questa usanza, per così dire pagana, si è detto scettico sul fatto che vi possa essere una base farmacologia precisa, ovvero che l'effetto di apertura del naso sia dovuto più ad un riflesso del tipo nocicettivo della mucosa (cioè l'epitelio reagisce rilasciando mediatori di costrizione perché quella sostanza è irritante) che non al potere intrinseco del preparato. 








