domenica 29 marzo 2009

Il Sangue è Vita

Dio salvi la regina... o Per meglio dire, Dio salvi i Ricercatori della regina! Dalla terra Inglese è giunta una notizia destinata, se confermata, a cambiare radicalmente e probabilmente eradicare, l'endemica questione della mancanza di emoderivati per trasfusione, in parole povere di sangue.
Nel ventesimo secolo si sono approntate campagne di raccolta del prezioso liquido vitale che i medici definisco un vero e proprio tessuto. Durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti che si preparavano ad invadere la fortezza europa oltre ad incentivare la produttività di guerra istituì degli uffici ad hoc per la donazione di sangue da inviare al fronte per curare i soldati feriti. Nel dopoguerra si sono costituite associazione per la sensibilizzazione e sulla volontaria donazione di una piccola parte dei 5 litri che un individuo adulto possiede. Il lato oscuro della questione è che il sangue è un ottimo veicolo di malattie infettive di natura virale come ad esempio HIV HCV (epatite) ecc. questo ha portato ad una serie piuttosto grave di contagi dovuti al mancato controllo approfondito dell'emoderivato.
La notizia di cui facevo cenno prima riguarda la scoperta di poter produrre "sangue artificiale" da parte di un gruppo di ricerca del Regno Unito. Questi pionieri in materia, hanno paventato l'ipotesi che con la tecnica da loro sviluppata si possa liberare dal giogo della donazione, la disponibilità di emoderivati. In sostanza, utilizzando le staminali derivate da embrioni in vitro fecondati o da embrioni morti non impiantati in utero, si possono produrre enormi quantità di cellule della linea rossa de gruppo sanguigno 0-Negativo (Zero Negativo) il più raro, ma il più compatibile. 
Questo apre un intenso dibattito etico sull'utilizzo di embrioni e di feti (se di feto si può parlare dato che la legge stabilisce che debbano essere distrutti dopo 14 giorni dalla fecondazione) nella ricerca scientifica. Qui come al solito si assiste all'intromissione di entità che di scientifico hanno ben poco, sta di fatto che, se la tecnica in via di sperimentazione mantiene le promesse fatte si compierebbe un passo da gigante sotto vari punti di vista. In primis, la grande disponibilità non dovuta a donatori (in Inghilterra sono necessarie 2,5 milioni di donazioni l'anno per far fronte alla richiesta!!!). In secondo luogo, la grande sicurezza del derivato infuso in vena. Infatti, si ricorda che prioni e virioni, possono venir mascherati alle analisi di laboratorio e quindi il paziente si guadagna un ricordino poco piacevole.   

sabato 21 marzo 2009

Free Love!

Ha destato molto scalpore un'intervista fatta al pontefice a riguardo della prevenzione e cura della sindrome immunodeficienza virale acquisita (AIDS) rilasciata durante il viaggio pastorale nel continente Africano. L'AIDS causata dall'agente eziologico virale HIV è senza dubbio una delle piaghe più difficili da eradicare non solo nel continente africano, ma anche nel resto del globo.
HIV fa parte della famiglia di virus classificati come RETROVIRUS, il virione è costituito da un capside lipidico al cui interno sono contenute 2 copie di genoma virale costituito da RNA a polarità positiva. Viene catalogato nella famiglia dei Virus Retro a causa del suo modo di infettare la cellula e costringerla a sintetizzare le particelle che andranno a costituire il virione. All'interno del virione oltre al genoma, sono presenti anche degli enzimi particolari chiamati TRASCRITTASI INVERSE. Questi biocatalizzatori sono in grado di convertire una catena di RNA in DNA. Inoltre nell'involucro lipidico esterno sono presenti delle glicoproteine che hanno la funzione di riconoscere le cellule bersaglio.
Sulla base di ciò, si deve dire che, nonostante gli innumerevoli sforzi da parte di moltissimi gruppi di ricerca sparsi per il mondo, allo stato attuale dell'arte non esiste ancora un vaccino in grado di prevenire la malattia, ed eventualmente curarla. Le strategie farmacologiche approvate dall'OMS prevedono cocktail di farmaci quali, Azidotimidina ( antimetabolita inibitore della trascrittasi inversa) in associazione con inibitori della proteasi virale, necessaria alla maturazione dei virioni (Sesquinavir ecc). Queste molecole hanno il pregio di attaccare strutture virali selettivamente, ma sono soggette all'insorgenza di resistenza, per mutazione del virus. Inoltre, le relative formulazioni farmaceutiche sono molto costose, e non curano la malattia ma ne attenuano solamente i sintomi. Quindi la migliore arma, che attualmente si ha a disposizione per evitare di ammalarsi è la prevenzione. Oltre ad evitare siringhe ed emoderivati di dubbia provenienza, dato che il virus è trasmissibile con i fluidi corporei, si devono adottare strategie preventive affinché si abbiamo rapporti sessuali casuali e non, protetti ovvero il PRESERVATIVO.
Strumento preventivo demonizzato dalla chiesa, che lo reputa la vera causa della diffusione del contagio. E' proprio su questa base che il papa ha catechizzato un gruppo di giornalisti appena messo piede nel continente nero. Egli asserisce inoltre che la vera prevenzione contro la diffusione del virus si ha con educazione e astinenza da rapporti di poligamia. Ebbene, sulla questione dell'educazione delle nuove generazioni si può essere assolutamente d'accordo, ma sembra una vera e propria utopia cercare di indurre all'astinenza dai rapporti occasionali gli individui. Tanto più che se in una coppia di persone, se uno dei due partner e siero positivo, non è scritto da nessuna parte che lo debba essere anche l'altro. Trovo che la posizione della Chiesa in merito a questa faccenda sia alquanto antiquata e poco illuminata. A parziale contro partita, va detto che l'intervista continuava chiedendo maggiori sforzi alle case farmaceutiche affinché si impegnassero a fornire farmaci a più basso costo per le popolazioni più povere. E che si accelerasse la messa a punto un vaccino sperimentalo basato su TAT protein virali (proteine promotrici dell'infezione a cellule sane!) che attualmente ha passato la fase 1 di sperimentazione clinica ed è entrato in fase 2.
A parere personale, alla richiesta fondata e legittima di abbassare il costo delle cure ed accelerale la ricerca, di sicuro legittime, si è contrapposta una dottrina medioevale atta a demonizzare uno dei pochi strumenti di prevenzione che ai giorni nostri evita chissà quanti contagi. Non si riesce a spiegare il motivo per cui questa linea tendenziosa di pensiero possa trovare terreno fertile in uomini al servizio di Dio, essi dovrebbero volere il meglio possibile per alleviare le sofferenze degli individui e se questo prevede l'uso di strumenti non consentiti dalla dottrina così sia.

domenica 8 marzo 2009

La mattinata di un Vietcong(?)

Alle ore 6,35 di stamani è scattata, puntuale come ogni anno, l'apertura generale della stagione di pesca nei torrenti Agno e Chiamo. Potevo io mancare a questo imprendibile appuntamento?? Assolutamente no! Sono ormai 10 anni che la prima domenica di Marzo il Vietcong (pirla!) ritratto nella foto si aggira con fare furtivo ed alquanto goffo per l' alveo dell'Agno. Questo torrente alpino che nasce ai piedi delle piccole dolomiti si presenta in alcuni tratti impetuoso, disseminato di cascatine, cascatone, rapide, e tratti di relativa calma, accoglie in questo periodo un formicolio di appassionati pescatori di ogni età ed esperienza tecnica. Le specie ittiche che vi dimorano, come ogni buon torrente alpino che si rispetti, fanno parte della grande famiglia dei salmonidi, ovvero Trote varietà Fario (specie autoctona), Salmerini (specie di Trota distinta delle altre per delle strisce bianche sulle pinne ventrali) e qualche rara Iridea (specie non autoctona che si trova prevalentemente nei laghi). Completano la popolazione, Barbi Canini e Salgarelle (pesciolini piccoli simili alle acciughe di mare).
Dopo questo preambolo iniziale, vi voglio fare un quadro esatto di come mi sono preparato per la battaglia, se di battaglia si può parlare. 
Sveglia ore 5.30, inizialmente fissata per le 5, ma posticipata di 30 minuti a causa della mancanza di sonno visto che mi sono coricato alle 1.30 circa del mattino. Leggera colazione, tanto per non avere crisi di ipoglicemia nel bel mezzo della battuta di pesca. Vestizione, con divisa rigorosamente mimetica( per evitare che il pesce nell'acqua chiara di stamattina scappi in presenza degli individui) e partenza verso la zona prescelta, ovvero under the Renato's bridge (ponte Renato), in località San Quirico. Arrivato sul posto, mi si è posta dinanzi agli occhi un paesaggio molto bello, tinto di colori pastello che con la levata del sole prendevano sempre più corpo. A quel punto è stata una battaglia per conquistarsi il posto di pesca meglio con gli altri partecipanti alla battuta, e con il torrente stesso per capire condizioni di corrente per tentare di prevedere dove calare la lenza, ed a che quota acquatica si trovava il pesce per avere più possibilità di abboccata.
Esperienza entusiasmante, l'aria frizzante del mattino e il paesaggio hanno fatto da contorno per un'ottima escursione sia dal punto di vista quantitativo che per luoghi molto belli e suggestivi poco conosciuti, grazie al cielo, alla maggioranza delle persone della vallata dell'Agno.
Foto: Alveo del Torrente in Località Ponte Renato



domenica 1 marzo 2009

...Sta' a guardà er capello....

Chissà quante volte vi è capitato di avere la risposta ad una domanda sotto gli occhi e non vederla?! Ed ancora, non vi è mai successo di scoprire tale risposta con annessa imprecazione per la semplicità per ovvietà della stessa!? 
Nell'immagine d'accompagnamento a questo post, vi sono due spaccati di una molecola in fase di studio per le sue potenzialità anti tumorali. Durante l'ultimo mese, ho avuto modo di valutarne le sue peculiarità FARMACOCINETICHE ( ovvero proprietà di assorbimento e  metabolismo nell'organizmo) e quelle FARMACODINAMICHE (l'interazione precisa con il suo bersaglio). Ebbene, settimane intere di valutazioni delle strutture 3D, della conformazione del ligando e del recettore, discorsi di alto livello sul DOCKING molecolare (letteralmente: ancoraggio "attracco" al bersaglio del ligando) per poi cadere come un pirla su una banalità paurosa. Al 99% dei non addetti ai lavori, il disegnino di queste 2 strutture non dice assolutamente nulla, ma si possono trarre le prime ovvie considerazioni. Ad esempio, nella struttura di destra, manca un "angolo" cioè un atomo di carbonio, tra il primo ed il secondo anello. Un osservatore più esperto oltre a ciò, può approntare una valutazione più approfondita. Ovvero: (a) la massa molecolare della struttura di sinistra e maggiore di 14 uma (unità di massa atomica) rispetto a quella di destra. (b) le due strutture ha una rotazione sull'ultimo anello molto diversa, la sinistra risulta più mobile (l'atomo di C che divide il primo anello dal secondo è rotabile grazie alla sua geometria) mentre la desta è più rigida.
Il punto chiave sfuggito all'osservazione, che fa incazzare per la banalità sta proprio nella modifica dalla struttura di sinistra a quella di destra.
L'atomo di N (Azoto) ha caratteristiche basiche (è in grado di donare il suo doppietto di elettroni non condivisi), in pratica se posto in acqua da luogo un equilibrio di idrolisi che porta all'innalzamento del pH. 
A questo punto si deve ricordare che a causa della disposizione degli elettroni che compongo il guscio esterno degli atomi più vicini o più lontani dal centro di massa dell'atomo stesso, essi sono più o meno facilmente essere donati. Il carbonio (C), facente parte del primo anello, per sua caratteristica ha gli elettroni più vicini al nucleo di quanto non siano quelli del C che separa i due anelli. Questo provoca un effetto a catena che porta ad influenzare anche gli elettroni degli atomi adiacenti, come ad esempio quelli dell'azoto. Questo si traduce in una diminuzione della basicità dell'Azoto presente nella molecola di destra rispetto a quella di sinistra.
Morale della favola, aver tolto un carbonio ha diminuito la basicità, che ha influenzato negativamente l'attività della molecola anti-tumorale. La questione era evidentissima, eppure la mente si è rifiutata di vederla, servono a poco studi complicati di modellistica molecolare, se non si valuta i significati subliminali che ogni struttura porta con se.  





sabato 14 febbraio 2009

Time

Il Curatore di questo spazio virtuale, si scusa per lo scarno aggiornamento dei post da qualche tempo a questa parte. Il periodo è senza dubbio intenso, ma intellettualmente stimolante, non preoccupatevi sono in archivio alcuni argomenti a dir poco interessanti! 
E' altresì vero ricordare che era stata fatta richiesta in marca bollata di ubiquità o di allungamento a 48 ore di una giornata normale, per far fronte a tutte le questioni. Purtroppo per me le domande effettuate hanno incontrato parere negativo. 

il Giorgino  

venerdì 30 gennaio 2009

Pratiche Pagane

Qualche settimana fa ho subito le angherie del generale inverno, ovvero mi sono preso un bel raffreddore alla fine di un week-end molto movimentato. Spinto dalla disperazione causata dalla bruttissima sensazione di avere il naso chiuso e con il pensiero di passare, a causa di ciò, una notte insonne ho applicato su me stesso un rimedio della medicina popolare per alleviare quella insopportabile tortura. Sul punto di avere una crisi di nervi per non avere il mio fedele spray a base di corticosteroidi, mi è ritornato alla mente un passaggio di una lezione di Farmacognosia dell'anno scorso tenuta dal Prof. Ragazzi, il quale sosteneva che alcune popolazioni erano dedite all'uso di Peperoncino per alleviare i sintomi delle malattie da congestione nasale sniffando strisce di polvere di caspico ossia peperoncino. Ad onor del vero però il docente, dopo aver esposto questa usanza, per così dire pagana, si è detto scettico sul fatto che vi possa essere una base farmacologia precisa, ovvero che l'effetto di apertura del naso sia dovuto più ad un riflesso del tipo nocicettivo della mucosa (cioè l'epitelio reagisce rilasciando mediatori di costrizione perché quella sostanza è irritante) che non al potere intrinseco del preparato. 
La polvere del Peperoncino contiene molte sostanze importanti dal profilo alimentare e farmacologico, tra cui si ricorda, la capsaicina e una serie di altri alcaloidi e vitamine tra cui la più abbondante è la C (il che spiega il forte potere antiossidante di questa droga vegetale). La capsaicina è un alcaloide derivato dalla degradazione enzimatica di un acido grasso a lunga catena insaturo, ed esplica la sua attività biologica attivando i recettori Vanilloidi (VR1) presenti nella mucosa buccale. L'interazione causa attivazione di queste proteine canale per Na e Ca, due cationi che responsabili del potenziale di membrana delle cellule. L'eccessiva mobilitazione di questi due ioni causa desensibilizzazione della fibra nervosa e mancanza di rilascio del messaggero chimico per il segnale del dolore (sostanza P) che ha il compito di trasmettere l'informazione dolorifica ai centri superiori. Quindi dopo la botta dolorifica associata ad un forte aumento di calore e sensazione di bruciore iniziale, la bocca rimane insensibile ad ulteriori stimoli dolifici.
La mia esperienza di assunzione di peperoncino per via nasale è stato altrettanto dolorifica e devo dire che dopo pochi secondi dall'assunzione il naso era libero, ma non credo di poter descrive in maniera reale il dolore che ha comportato ciò. 
Al di la del puro fatto di assumere peperoncino contro il raffreddore, bisogna dire che a fronte delle innumerevoli proprietà culinarie che questa pianta presenta, si deve prestare la giusta attenzione nel fare questi esperimenti, in quanto la fisiologia insegna che un'eccessiva desensibilizzazione delle fibre dolorifiche è un fatto grave che può portare a non sentire il dolore eccessivo (riflesso di protezione) ed inoltre alla morte del neurone stesso con conseguenze gravi dato che queste importantissime cellule non si rigenerano. 
CAPSAICINA MOLECOLA

venerdì 16 gennaio 2009

Un Mare di Nubi...


Mentre percorrevo il sentiero innevato sulla via del ritorno dal rifugio Campogrosso mi è balzato agli occhi un fenomeno meteorologico alquanto suggestivo il cosiddetto "Mare di Nubi". Esso in realtà ha un nome più scientifico e una spiegazione razionale, tecnicamente è definito inversione termica montana. 
In condizioni normali, la temperatura dell'aria diminuisce con l'aumento della quota altimetrica. La crosta terrestre riscaldata dalle radiazioni solari causa l'aumento della temperatura della massa d'aria al suolo. L'aumento termico, causa diminuzione della densità della massa d'aria, che essendo più leggera tenderà a salire di quota (Principio con cui volano le Mongolfiere). In quota la massa essendo soggetta ad una pressione inferiore si espande e perde calore e ritorna fredda. Generalmente la temperatura diminuisce di 6 gradi ogni 1000 metri.
D'inverno la situazione cambia, in quanto il basso irraggiamento solare unito al terreno gelato o ricoperto di neve, non riscalda la massa d'aria al suolo, anzi la raffredda in maniera maggiore rispetto agli strati più alti. Questo causa l' INVERSIONE TERMICA DI QUOTA ovvero il fatto singolare che a quote più elevate ci sia la temperatura più alta. Il fatto che l'aria fredda, più densa quindi più pesante ristagni al suolo porta ad avere una concentrazione dell'umidità in questi strati che origina le Nebbie. Se poi l'umidità si alza di quota si ha quel classico tappeto di nuvole che avvolge le valli alpine chiamato in gergo Mare di nubi.
Mi auguro vivamente che questa mia spiegazione tecnico-scientifica, o presunta tale, non vi rovini la magia della visione di questo fenomeno singolare la prossima volta che vi troverete ad alta quota, ma la mia sete di sapere ha preso il sopravvento sul romanticismo della questione stessa.

venerdì 9 gennaio 2009

Audacia Audacia ed ancora Audacia!


Salve a tutti... Chiedo perdono per mancanza di post ma il pirla del curatore ha fatto un danno enorme che in questo week end deve cercare di rimediare! Siate pazienti e fiduciosi, nel mentre vogliate lasciare qualche pesante offesa al sottoscritto(sotto forma di commento), e ribadite il concetto che: la troppa Audacia informatica si paga!

Il Curatore

giovedì 1 gennaio 2009

Alpinisti

Buon Anno a tutti i lettori di questo diario virtuale!
Il post che ho intenzione di scrivere, vuole essere un'occasione per rendere partecipi tutti voi internauti dei cambiamenti che il curatore sta vivendo dal punto di vista puramente elettronico, ed inoltre della bella esperienza fatta con il gruppo di compagneros fidati in un luogo stupendo.
Non a caso ho scelto il primo dell'anno per fare ciò. 
Simbolicamente, il primo Gennaio può essere visto come il momento che chiude un anno, una stagione e ne apre un'altra, la quale porta in dote qualche incognita stimolanti in più rispetto al periodo appena conclusosi. Come accennato in precedenza due sono i punti che svilupperò, voglio dare una priorità temporale agli eventi così si procede con ordine e si traccia un quadro preciso sul periodo festivo che ho vissuto. 
In primis, il passaggio dal vecchio catorcio multimediale, ovvero il mio vecchio PC, un pezzo da museo che aveva un processore Pentium 3 800 MHz con Windows XP, alla piattaforma Apple Mac. Questa svolta si è resa necessaria a causa del mio crescente bisogno di avere un portatile per le mie esigenze studentesche, e per evitare gli sbeffeggiamenti dell'amico di turno che, bonariamente, mi rimarcava il fatto che dopo 7 / 8 di onorata carriera, la mia vecchia postazione, andava sostituita. Potrei dire che: Lascio un mondo per scoprirne uno nuovo... nel senso che dopo lunghi anni spesi a raddrizzare le varie problematiche che di volta in volta si presentavano, sia dal punto di vista del software che della componentistica, durante i quali ho acquisito una certa esperienza, ora mi ritrovo a dover piano piano scoprire un mondo nuovo, a detta di tutti molto più semplice. Smania e voglia di conoscere è ai livelli massimi, e quindi credo che non mi sarà difficile apprendere le nozioni del nuovo mondo. Un ringraziamento simbolico è doveroso verso quel sistema senza il quale non sarebbe esistito questo spazio.
Il secondo punto in ordine di tempo riguarda la bella esperienza vissuta nel veglione di capodanno che qualche ora fa si è svolto, per parte della compagnia, a Rifugio Campogrosso situato nell'omonimo passo alpino, localizzato nel comprensorio delle Piccole Dolomiti che mette in comunicazione la Valle dell'Agno e la Vallarsa (Trentino).  Il programma prevedeva di salire a quota 1478 metri s.l.m. dov'è ubicato il Rifugio a metà giornata del 31, passare il pomeriggio a fare escursioni e discese con Bob e Slittino e battaglie a palle di neve, cenone con cucina montanara e poi festa fino all'alba. La salita al rifugio è stata faticosa ma bella, in quanto come è lecito attendersi dal periodo, la neve è stata una costate della gitarella. Sia quella caduta qualche tempo fa ed ora trasformata in duro strato di ghiaccio, che quella prevista dai meteorologi per il 31. Il divertimento è stato massimo in quanto a pochi passi dal Rifugio vi erano ottime piste naturali per Bob e Slitte conformi ad ogni esigenza, e posso affermare con orgoglio che ho i dolori agli arti inferiori tipici di chi ha fatto su e giù molte volte e si è divertito un mondo. Peccato che le condizioni del tempo non fossero delle migliori dato che ha nevicato dalle 10 di ieri sera, fino alle 12 di stamattina. Con buona pace di noi tutti che stamattina (come potrete notare dalla foto) abbiamo camminato su buoni 30 cm di neve fresca in discesa verso valle. Esperienza faticosa ma molto bella ed interessante dato che abbiamo avuto modo di ammirare le nostre montagne nel loro massimo splendore invernale, e per una volta tanto, il generale inverno, ha donato gioia ed allegria non magagne.

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale!

La foto parla da se... a parte la bruttezza del soggetto principale!!! ;-P

Il curatore augura a tutti quanti una serena giornata e spera che il buon babbuccio abbia esaudito tutti i vostri più grandi desideri, materiali ed immateriali!

domenica 21 dicembre 2008

Quasi Onnipotenza...!



Il concepimento di una nuova vita è l'evento più straordinario che una coppia può vivere durante la loro vita. Madre natura durante il corso dell'evoluzione ha messo in atto delle strategie per fare in modo che, durante il periodo delicatissimo in cui sboccia la nuova vita nel grembo materno, vi sia il massimo controllo affinché, il tutto vada a buon fine. Come si sa però, la statistica anche in queste situazioni la fa da padrona, su un numero elevato di nascite perfette, vi è un numero fortunatamente basso di insuccessi, se così si possono definire. All'interno del contenitore perfetti però si possono annidare le cosiddette malattie ereditarie causate da geni "difettosi" mutati o altro o da GENI ereditari che predispongono allo sviluppo di patologia talvolta molto serie. Tra queste vi è sicuramente il Cancro.
Il Daily Mail, in data 19 dicembre ha pubblicato una speranza sotto forma di articolo per evitare che alcune malattie ereditarie causate da geni portati in dote dai genitori si possano manifestare nella progenie.
Tra una settimana a Londra dovrebbe venire al mondo una bambina alquanto speciale. E' il primo individuo di sesso femminile sul pianeta terra ad essere immune alla neoplasia mammaria causata dal gene BRCA1. Questa bimba, che molti giornalisti zelanti hanno ribattezzato come bimba "ogm" è frutto di una fecondazione in vitro e di una "selezione" affinché nel suo genoma non fosse presente il cattivone di turno, cioè il BRCA1. I genitori di questa bimba, si sono rivolti al University College Hospital e a dei ricercatori che per primi hanno sperimentato la fecondazione in vitro (IVF) per far si che il male incurabile di cui erano state vittime diverse generazioni di donne della linea materna, ovvero il cancro al seno, fosso scongiurato nell'eventualità che la natura avesse donato loro una figlia. Se questi due futuri genitori avessero concepito la loro progenie nel buon vecchio e caro metodo tradizionale, la nascitura avrebbe avuto il 50% delle probabilità di essere portatrice del gene BRCA1. Questo comportava che entro i primi 30 anni di vita, la bimba avrebbe avuto 80% delle possibilità di sviluppare Neoplasia Mammaria il 60 % del rischio in più di sviluppare Carcinoma Ovarico. Considerando le percentuali elevatissime di rischio, la coppia ha deciso di sottoporsi o di sottoporre a diagnosi genica pre impianto gli embrioni affinché venisse annidato nell'utero sono quello che era "Gene BRCA1 Free".
  • La tecnica messa a punto dalla struttura inglese consiste nel praticare inseminazione artificiale di 5 ovociti con gameti maschili, e dopo tre giorni di vita dell'embrione prelevare un blastomero(Cellula componente la Blastula ovvero l'embrione) e tramite tecniche di biologia molecolere quali la PCR (polimerase chain reaction)per amplificare il genoma cellulare. La PCR permette, grazie all'enzima DNA-Polimerasi di replicare più volte un gene di modo da renderne più agevole lo studio, la caratterizzazione e la localizzazione. Un volta fatta la PCR i ricercatori sono stati in grado di individuale quale dei 5 embrioni era effettivamente "Gene Free" così da predisporlo per l'impianto uterino.
Il rovescio della medaglia è che con questa tecnica si aprono scenari alquanto grigi nel senso che se non c'è una giurisprudenza forte alla base, che regolamenti molto bene la questione, la tecnica potrebbe essere impiegata da genitori non genitori per produrre il figlio perfetto o da pseudoscienziati. Oltre a ciò, come al solito i movimenti ultracattolici e per la vita si sono mossi contro questo importante traguardo della ricerca, sostenendo che tale tecnica non è altro che uno strumento per cercare e distruggere gli individui imperfetti e che ci si dovrebbe concentrare sullo sviluppo di nuove terapie per il cancro e non eliminare gli individui che ne potrebbero soffrire. Personalmente sono scettico sul fatto che queste persone abbiano veramente capito il vero senso della questione. Il fatto di procreare un individuo che può non soffrire di brutti mali sembra che sia un male ed invece è un bene. Queste persone non si rendono conto che è la natura stessa ad essere spietata con chi non può continuare la specie. Senza contare poi che una persona affetta da Cancro o altra patologia poco curabile provoca enormi sofferenze a parenti e grandi spese per la sanità.

Fonte: Daily Mail (Couple to have Britain's first baby genetically modified to be free of breast cancer gene)

lunedì 15 dicembre 2008

Limite per IO che tendo alla matematica...?

Come molti di voi potranno notare, la situazione meteorologica, da quasi una settimana a questa perte fa alquanto a desiderare, ma stamane, ho ricevuto una di quelle buone, oserei dire, buonissime novelle in grado di rasserenare la più cupa giornata invernale, in una magnifica giornata estiva, dal punto di vista figurato naturalmente!
Il messaggino recitava pressappoco così; .... hai passato matematica! congratulazioni ce l'hai fatta! Per la verità, la notizia mi era stata data ieri sera in fase di addormentamento, di li, non mi sono voluto sbilanciare, perché lo credevo ancora non possibile dato che fino a 2 mesi fa non sapevo nemmeno cosa volesse dire Matematica. O meglio, come tutti ai giorni nostri fin dalle elementari so "far di conto" che molto spesso viene volgarmente scambiato per Matematica. Ma se qualcuno mi avesse, all'epoca, messo di fronte un Limite, una Derivata, un Integrale ed uno studio di funzione ( roba di ANALISI MATEMATICA 1 E 2) gli avrei riso in faccia tranquillamente e mi sarei bullato (poco per la verità!) della mia incompetenza in materia! Ebbene ora che con i miei occhi ho potuto leggere il risultato dell'esame che ho sostenuto Venerdì posso dire che: si! ho tolto un macigno enorme dalla mia bisaccia. Questo fardello lo trascinavo sin dal primo anno patavino e mi ha sempre appesantito i pensieri, perché sebbene il mio bagaglio culturale scolastico passato contemplasse un ITIS nel quale la matematica viene insegnata ad alti livelli, a causa della mia mancata voglia di studiarla seriamente (durante le ore di mate facevo altro!) e dei prof che mi hanno saputo coinvolgere a dovere, il mio incubo ricorrente era un e(numero di Nepero il Personaggio della foto) elevato alla x che mi rincorreva cattivissimo, ed il tarlo nella mente che ridondante continuava a ripetere; come si fa a passare un esame che nessuno ti sa spiegare bene? ci si erano messi in tanti ma con scarsi successi fino a che, ho seguito il corso di Matematica per i Farmacisti, la cui prof, è eccezionale, e la getil donzella Gessica con la sua enorme saggezza e pazienza, sono riuscite ad inculcarmi qualcosa che mi ha permesso di ottenere questo eccellente risultato.

Tirando le conclusioni, la domanda che è stata posta nel titolo di tale post, che ai più non dirà assolutamente nulla, e che fino a qualche tempo fa dava come risultato -infinito(meno infinito), da oggi risulta un numero finito e ben determinato compreso tra 18 e 30 trentesimi!

lunedì 8 dicembre 2008

We are Amsterdam!!!

Missione compiuta!
I quattro giovani rampanti vicentini nel mondo (il quinto, il buon FEDERICO era già là per motivi di studio), sono tornati dalle lande Olandesi pronti per rituffarsi nella quotidianità! Viaggio magnifico, sotto tutti i punti di vista. Amsterdam è una città architettonicamente bellissima, la sua urbanistica ricalca molto lo stile di molte altre capitali europee; le sue case, con i loro tetti molto pronunciati sono molto belle, e donano un tocco molto caratteristico a tutto l'insieme. I canali navigabili le conferiscono un'atmosfera veneziana molto piacevole, insomma città fantastica.
Per il resto, ottimo viaggio, abbiamo avuto modo di: visitare alcuni dei più importanti musei che la città offre, assaggiare l'ottima birra che questo paese offre, e di passeggiare in lungo e in largo per la zona centrale della city. Le condizioni meteorologiche hanno lasciato un po' a desiderare in quanto il clima ci ha fatto vedere la pioggia spesso, ma questo non è stato un problema grosso!

venerdì 28 novembre 2008

Il Generale Inverno....


In tempi bui e tempestosi come quelli che, meteorologicamente parlando, stiamo vivendo tornano di moda, per così dire, influenza raffreddori e tutte quelle magagne che i medici e i media etichettano come "di stagione". Con esse purtroppo rispuntano tutte le vaccate possibili ed immaginabili per quel che riguarda terapie ed altro per farle decorrere senza problemi. Ora, non è assolutamente compito mio fare da inquisitore, ma cercherò di fare una panoramica sommaria su cosa c'è di più sbagliato in alcuni comportamenti che la stragrande maggioranza di persone adottano. Dico sommaria perché un quadro completo mi richiederebbe vari giorni di lavoro.
In prima cosa il fai da te. In non ho nulla contro chi pensa di sapersi curare da solo, anzi tutto il mio rispetto, ma in alcuni casi l'inconsapevolezza di fondo sulla questione causa l'effetto opposto di quello desiderato. Mi riferisco a tutte quelle persone che curano l'influenza con gli antibiotici!!! Si vedono moltissime persone che alla prima febbre si imbottiscono di Penicillina e altra robaccia. Ora non ci vuole un luminare in farmacologia per capire che l'influenza è causata da un virus e che questi parassiti cellulari devono essere combattuti al più con ANTIVIRALI, e non antibiotici. (per inciso, è impossibile non sapere che l'influenza è un virus dato che ai primi freddi i nostri magnifici telegiornali ricordano che esiste il "Nuovo Vaccino contro il VIRUS dell'influenza). Questa terapia inventata, oltre ad essere dannosa e non utile all'organismo (si va a caricare di lavoro il fegato che smaltisce i farmaci), non fa nemmeno il solletico al protagonista dell'infezione. E per di più, causa aumento di probabilità di sviluppare resistenza dei microbi per quella data classe di antibiotici così che nel momento del vero bisogno, non funzionano più. La resistenza agli antibiotici è un fenomeno a crescita esponenziale, e del tutto naturale dato che i microbi sono molto abili nel sviluppare strategie per sopravvivere anche in ambienti ostili.
Discorso del tutto analogo si può applicare per il raffreddore e così via.
In secondo luogo, vi sono medici molto poco preparati che per far tacere il lagnoso paziente prescrivono medicinali inutili o comunque non esattamente inquadrati in una strategia terapeutica. Questo accade perché il paziente chiede al suo medico un rimedio che lo rimetta in piedi già il giorno dopo, non sapendo per esempio che la febbre è una condizione che l'organismo adotta come strategia contro invasioni di patogeni esterni. A questo punto il medico coscienzioso dovrebbe prescrivere solo tanto tanto riposo, e magari poche dosi di antipiretico per controllare la temperatura nulla di più. Ma un dottore che fa questo si potrebbe beccare del negligente, tanto perché il paziente ha sempre ragione(?)
Io sono del parere che il nostro corpo è programmato per contrastare gran parte degli insulti microbici, virali o chimici che gli provengono dall'esterno, il fattore tempo è essenziale, bisogna lasciarli spazio di organizzare la difesa e poi di passare al contrattacco se mai, aiutarlo ad aggiustare il tiro con le nostre potenti armi, ma questo dopo che ha già iniziato a fare la sua parte. Trovo inutile imbottirsi di Antipiretici per non avere febbre, è stroncare sul nascere la risposta delle nostre difese immunitarie cioè precludergli la possibilità di fare il lavoro che madre natura gli ha imposto di fare.