venerdì 25 luglio 2008

Le Idee in Fumo....



Il fumo è una delle piaghe sociali più difficili da eradicare. Ogni anno molti individui nel mondo purtroppo passano a miglior vita a causa degli effetti tossici (comprovati!) causati a questo terribile vizio. Nonostante il predicare bene e razzolare male del Legislatore che tenta in ogni modo, con campagne pubblicitarie con tutti i mezzi possibili di scoraggiare l’inizio di questa mal’abitudine, ma incassa la tassa di concessione governativa sia per la produzione che per la vendita di questa droga d’abuso, l’età della prima sigaretta è in abbassamento e crescono anche il numero di coloro che si possono definire accaniti fumatori (più di un pacchetto al dì).
La farmacologia può essere d’aiuto per coloro che voglio uscire dal giro!
Fino a poco tempo fa la terapia principe per chi voleva smettere era tanta tanta volontà e cerotti transdermici a rilascio lento di dosi progressivamente calanti di Nicotina. Ricordiamo in questa sede che la nicotina è un potentissimo insetticida e tossina, ha la grave caratteristica di essere permeabile alla cute integra, cosa che per molte altre tossine non avviene. Se la quantità totale di nicotina in un pacchetto venisse messa in una sola sigaretta si avrebbe morte per collasso cardio circolatorio! Il razionale di questa pseudoterapia è quello di disabituare il corpo alla droga con quantità sempre più piccole fino a 0! Inutile dire che è una stupidaggine! Dato che se non c’è la volontà del paziente non funziona, inoltre si somministra una sostanza velenosa!

Durante il mio tirocinio formativo in farmacia ho scoperto che esiste un medicamento in commercio a base di una molecola che ha un’attività ben specifica e, cosa importante, non è un veleno. Inoltre sembra avere molta efficacia anche nei casi in cui l’individuo è talmente assuefatto che i cerotti non li sente nemmeno. Questa molecola si chiama Vareniclina, molecola organica azotata policiclica con elevata selettività e attività sui recettori Nicotinici a livello centrale (quelli per intenderci che provocano piacere quando si fuma.)
La molecola è farmacologicamente definita un’agonista parziale del recettore. In altre parole un’entità che attiva il recettore ma non in modo totale come fa la nicotina. Questa proprietà è molto importante in quanto essendo essa più affine della nicotina per il recettore, lo occupa, impedisce che si presentino sintomi di astinenza da fumo e al tempo stesso impedisce al principio attivo del tabacco di indurre la sua attività a livello centrale. Questo significa che se un fumatore prende la Vareniclina e fuma non prova la sensazione di piacere che provava prima, anzi non prova che disgusto per il saporaccio che si ritrova in bocca e quindi smette.

È chiaro che anche in questo caso la componente volontà gioca un ruolo essenziale, ma bloccando parzialmente (Agonismo parziale) i recettori nicotinici che attivano le vie mesolimbiche del sistema nervoso centrale della DOPAMINA (mediatore chimico del piacere) impediamo che nicotina assorbita tramite la via polmonare dia piacere. Se la fumata non provoca piacere presto o tardi non la si fa più!

VARENICLINA

mercoledì 16 luglio 2008

Le Persone Puffi.....


Chi in vita sua non ha mai visto i Puffi… quei graziosi omini blu tanto simpatici con una gerarchia sociale ben precisa ed ovviamente nemici quali Gargamella e Birba. Ebbene, spulciando un libro di tossicologia penso di aver trovato il modo di evitare che questi esserini vengano continuamente inseguiti dal cattivone per farne una ministra blu. Scherzi a parte, voglio parlare di una patologia molto seria che induce problemi gravi potenzialmente letali, la sindrome del bambino blu (En: blue boy) detta anche; Metaemoglobinemia. Questa malattia risulta poter essere classificata in: forma ereditaria, quando nell’individuo vi è carenza di un enzima essenziale nel ciclo dell’emoglobina (Hb) (Metaemoglobina Reduttasi). Oppure in forma causale, in cui è causata da sostanze estranee che vanno ad alterare il normale ciclo redox del Hb. Il denominatore comune è la scarsa perfusione tessutale, o meglio lo scarso apporto di ossigeno a livello periferico con conseguente Cianosi (colorito bluastro della pelle) fino alle forme più gravi, nelle quali vi è un’elevatissima percentuale di Metaemoglobina con conseguenze letali per l’individuo. Fisiologicamente l’emoglobina è una proteina contenuta nei globuli rossi del torrente ematico che incorpora una struttura chiamata EME che coordina (lega) un atomo di Fe2+ il quale è deputato a legare una molecola di ossigeno. Per ogni emoglobina ci sono 4 EME, quindi vengono trasportate 4 molecole di O2 per ogni Hb. Il punto chiave è il Fe2+, il quale può venire facilmente ossidato a Fe3+ da agenti tossici e non, ed in quest’ultima forma non è più in grado di legare O2, quindi niente trasporto della molecola essenziale per la vita delle cellule a livello tessutale profondo. L’emoglobina che lega un Fe3+ anziché Fe2+ viene chiamata Metaemoglobina, di qui il nome della sindrome Metaemoglobinemia. Il nostro corpo si difende dalla presenza di questa forma inattiva usando un’enzima chiamato Metaemoglobina Reduttasi che ha il compito di mantenere in forma 2+ il Ferro. Nel caso in cui si abbia una Metaemoglobinemia casuale, l’enzima è tutto saturato e non riesce più a ridurre il ferro tanto che i valori di questa emoglobina non attiva schizzano velocemente fino al 70% del totale, con problemi gravi e potenzialmente letali per l’organismo. Per fortuna esiste un antidoto interno specifico che si chiama blu di metilene, un colorante. Questa molecola è appunto un colorante poco tossico per l’uomo che si è dimostrato molto efficace nel trattare questa sindrome se per fuso in vena tramite via endovenosa. Anche il blu di metilene viene ridotto in forma blu di LEUCOmetilene dalla metaemoglobina reduttasi, il fatto importate è che in piccola quantità riesce ad abbassare a livelli accettabili la quantità di metaemoglobina così da consentire la sopravvivenza dell’individuo.

Vi sono molti agenti tossici che possono causare questa patologia tra cui ricordiamo NOx prodotti da motori a scoppio O3 ozono inquinate dell’aria, Metalli di transizione, NO3- inquinanti delle acque e molte classi di farmaci tipo il Cloramfenicolo antibiotico, ed in generale tutti quegli agenti che inducono ossidazione del Ferro 2+.

BLU DI METILENE

venerdì 11 luglio 2008

BWB 2008


Qualche giorno fa a mia completa insaputa sono stato insignito di un premio dal profondo valore di riconoscimento per quanto svolto fino ad ora, in questo mio diario virtuale. La nomina è arrivata da colui che, senza ombra di dubbio, è stato per me il battistrada per quel che riguarda la mia avventura nel www. E' già, proprio lui, l'amico nonché compagno di avventure patavine Matteo con il suo blog TeoNews.
E' per me un grande onore avere ricevuto tale premio, frutto di dedizione nel presentare al lettore sempre argomenti che possono essere molto interessanti anche per chi non ha mai sentito parlare di talune cose, conditi con cronaca delle ca****e che giornalmente combino.
GRAZIE TEO.

  • Il premio "Brillante WeBlog" viene assegnato a siti internet e blog che si distinguono per i loro contenuti o per il loro design e contribuiscono a formare quel magnifico e variopinto mondo della blogosfera.

A mia volta mi appresto a segnalare qualche sito amico, le mie nomine saranno per lo più dettate da la conoscenza del curatore del blog, in quanto, potrete notare che non ho un lista link molto lunga, ma posso assicurare che la qualità degli spazi da me citati è alta e costante.

  • Il paradiso dei dannati: il primo contatto linkato al di fuori dalla cerchia di amici fidati ed esperto di informatica a cui mi sono appoggiato per alcuni consigli!
  • Anchise: blog di argomentazione medica, curato molto bene nei suoi contenuti che definire interssanti è riduttivo.
  • ElBoaro: blog di elevato contenuto socio-culturale e politico anche se talune idea sono leggermente in contrasto con le mie.
  • SaturnV: ha tutte le potenzialità per diventare un ottimo blog Socio-Tecnologico, aggiungere anche spaziale, sta nel suo curatore nel farlo crescere come si deve. (ciao Brun!)
  • Boneshaker: non un vero blog ma più che altro un spazio web per presentare una cover band della provincia di Vicenza che ha il coraggio di avventurasi nelle cover di Motorhead gruppo Hard Rock/heavy Metal, Bravi!
  • I 5 Cereali: classico esempio della dura vita studentesca patavina.....
  • Spartaco libero: blog politico culturale molto interssante con soggetto di spicco Berluska!


mercoledì 2 luglio 2008

Stopppppp!

Curatore in crisi di nervi acuta, a causa del PC del mio papà, dello studio, del poco tempo, delle 1000 e 1000 cose da fare, di qualche rompipalle ecc, quindi se a qualcuno per qualche strano motivo risp molto male tenete conto di questo...... Grazie, il Moderatore!

domenica 29 giugno 2008

Il Compare...


È da molto tempo che medito la possibilità di aprire un ciclo di post dedicati alla descrizione di alcuni personaggi che orbitano attorno al mio mondo. L’indecisione nel dare il via ufficiale a questa serie derivava dal fatto che ci sono molte regole sulla diffusione di immagini ed altro riguardanti individui, e non ultimo, il fatto che le descrizioni potrebbero coinvolgere personaggi con cui sono andato d’amore e d’accordo per molto tempo ma, per motivi a volte strani, ora le nostre opinioni sono divergenti, e a costoro non penso possa far piacere essere in qualche modo sputtanati nel www. Per la verità agli albori della mia avventura con questo mio diario interattivo, ho pubblicato un post su una mia carissima amica (o per meglio dire profondo rimpiato!), quindi potrebbe essere un inizio come pure un proseguimento di filone, fatto sta che oggi voglio parlavi del “Compare”.

Marco Tiepolo per la compagnia detto il compare, è il terzo personaggio che il primo anno patavino mi ha donato. Con lui e la sua morosa, Donata che io simpaticamente chiamo “Fastidio”, per il fatto che qualche rara volta è un po’ asfissiante, i primi anni di lezione e laboratori vari abbiamo formato un trio e una coppia delle meraviglie. Il compare è un personaggio molto singolare, pieno di un’ energia vitale e un’allegria che definire straordinarie è riduttivo. Sportivo; coltiva qualsiasi tipo di sport, dal calcio al nuoto con particolare predilezione per il Beach Volley. Bisogna dire che il Beach, dove peraltro se la cava non male, gli serve per lo più per attaccare bottone con le varie Gnocche che passano per i campetti di Punta Sabbioni d’estate. Ha una particolare predilezione per tutte quelle materie che iniziano per Bio…. non può soffrire le ingiustizie e ultimamente si è trovato un mezzo (?) lavoretto al Cinecity di Limena come responsabile dei bar del multisale, e purtroppo a detta mia sta un po’ trascurando l’ateneo patavino, ma bisogna dire che con il suo encefalo se la caverà alla grande! Con questo personaggio, insieme allo “Zio” ed al “Cugino”(oggetto di post futuri!) ho trascorso le vacanze estive degli ultimi 2 anni, devo dire molto devastanti. La settimana scorsa ho fatto un’uscita con loro in quel di Padova e lì ho ricevuto una missione per le vacanze future: EVANGELIZZARE LA TERRA SARDA….
Con l’occasione dell’uscita sono passato a salutare i suoi genitori; la maga dei fornelli Luisa e lo stratega della “Briscola” Giorgio, e lì ho visto con i miei occhi la nuova passione del compare… l’acquario, che potete notare nella sua imponenza nella foto.
Se lo dovessi descrivere con 2 parole GALLO COMBATTENTE…!

sabato 21 giugno 2008

Notte prima degli Esami....

Martedì scorso, nella notte, mi è capitata una cosa alquanto spiacevole dal punto di vista fisiologico.
Allora, partendo con ordine, per me, come per molti studenti patavini e non solo, è iniziata la sezione estiva degli esami.
Il mercoledì avevo un esame bello tosto, e la notte prima mi è venuto un attacco di Diarrea, e non in senso metaforico come qualcuno potrebbe pensare. Come di regola la notte prima degli esami si cerca di riposare il meglio possibile per poi essere carichi al 100 % l’indomani pronti, per così dire, alla battaglia. Ed invece è successo quello che mi fa girare di più le balle, l’attacco di dissenteria. Per la verità già dalla serata erano cominciate le prime avvisaglie negative dolori addominali ecc.
Mi sono documentato per bene, ed ora, anche se si tratta di un post non molto elegante nei contenuti voglio rendere partecipi tutti di questo fenomeno per così dire strano.
Da una punto di vista puramente fisiologico si può riassumere come una mancata composizione delle feci con perdita di liquidi e Sali minerali. Può essere causata da particolari ceppi batterici per esempio l’Eschericchia Coli che secerne una enterotossina che attiva una proteina (Guanilato ciclasi) che induce apertura di canali per il Cl- che defluisce nel liquido intestinale. Oppure da vibrione del colera la cui enterotossina provoca una marcata attività di un’altra proteina (Adenilato ciclasi) ma che comunque causa sempre attivazione dei canali del Cl-. Il denominatore comune a tutti i tipi di diarrea, batterica o non batterica, è la presenza di una gran quantità di elettroliti nel liquido intestinale. Questa elevata concentrazione di particelle osmoticamente attive causa perdita di acqua da Intestino tenue e colon, in quanto per effetto osmotico essa è richiamata per diluire il contenuto, con il risultato macroscopico di avere le feci liquide e non solide come di norma dovrebbe essere. Questo comporta effetti indesiderati come spossatezza e anoressia i meno gravi, fino alla ipopotassemia con shock e collasso cardiovascolare nei casi più gravi. Tornando a me, grazie al cielo che il mio compagno di stanza, sempre attento a questi problemi, teneva nella sua dispensa della Loperamide cloridrato, che per così dire ha messo una pezza alla mia pessima situazione. Questo principio attivo va ad agire sui recettori oppioidi murari dell’intestino rallentando la scarica dei nervi colinergici, quindi inibendo il rilascio di Acetilcolina (mediatori di contrazione chiamata peristalsi) e prostaglandine. Questo consente di rallentare il transito intestinale dei boli. Induce inoltre aumento di contrazione dello sfintere anale e quindi permette di ridurre incontinenza.

Tirando le somme, ho passato una notte alquanto movimentata.

Loperamide



sabato 7 giugno 2008

La Dura Vita di uno Studente...









Settimana alquanto interessante quella appena trascorsa, da punto di vista scolastico lavorativo scientifico posso affermare che è passata via liscia, la quiete prima della tempesta…
Dal punto di vista festaiolo, tutto un altro discorso…
Tra lunedì e mercoledì si sono susseguite, un po’ organizzate e un po’ casuali alcune devastazioni personali e collettive in quel di Padova, intramezzate da un evento molto particolare.

Partendo con ordine, lunedì 2 giugno festa della repubblica, io e gli altri componenti della combriccola patavina abbiamo ben pensato di chiamare nel nostro podere alcuni amici della compagnia de brojan, per una giornata in compagnia
Il programma della giornata prevedeva:
menu a base di panini farciti con wurstel salcicce e sottoaceti vari, per inciso la carne è stata cotta alla brace dal giorgino. Il tutto annaffiato da buona birra e varie altre bevande analcoliche. E per non farci mancare nulla, come nelle migliori tradizioni festaiole avevamo anche il chitarrista dal vivo (Matteo Massignani

detto Jimmy Page per gli amici) con le solite immancabili canzoni da cantare tutti in compagnia. Il risultato sta a voi giudicarlo per quanto si può vedere dalle foto in alto.

Il martedì ripresa dalle bisbocce del giorno prima e in attesa del mercoledì universitario…

Il mercoledì mattina un altro evento però, ha turbato la quiete di noi poveri “studenti”, l’arrivo dell’”ingegnere”. Un manager, un’aitante e spavaldo individuo in giacca e cravatta, in completo gessato che il mattino presto, diciamo verso 7.30 si aggira con fare furtivo ma al tempo stesso impettito e furbesco per la città.
La domanda che vi frullerà per la crapa sarà: ma chi cazzo è sto chi? Signori e signore è proprio lui…. Michele Milan! pronto per la due giorni di congresso su nuove tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti…





La sera, dopo che il professionista è tornato ad indossare i panni dello studente; mi dimenticavo di dire però che lo stile da gallo non è stato abbandonato nemmeno con tanta omologazione, dato che si aggirava per PD con “tasca pane” e “Clark, siamo usciti per uno spritz tranquillo, e siamo tornati un po’ “imbriaghi”, causa del happy delle 2130….va beh, dai capita!

Tirando un momentino le somme 2 feste con balle annesse nel giro di 3 giorni, niente male che ne dite….!

venerdì 30 maggio 2008

Mio dio che bon!!!!

Lunedì della settima appena trascorsa ho avuto il privilegio e l’onore di presenziare ad un pranzo del tutto particolare, in un collegio studentesco dove una mia gentilissima compagna di corso abita.

Questa giovane donna si chiama Michela ed è originaria dalla Puglia e ormai da un bel po’ di tempo ci facciamo amichevolmente buona compagnia negli orari di mensa e nelle serate di festa patavine. La particolarità del banchetto sta nel fatto che ho mangiato tutte cose che sono state prodotte nella sua terra natale, gentilmente fornite dalla sua mamma

Partendo con ordine, lunedì mattina come tutte le altre mattine ero in biblioteca in facoltà mia e mi è arrivato un sms da parte della gentil donzella Michela che mi avvertiva che non sarebbe venuta in mensa a causa di una quantità immensa di roba da mangiare e da finire che le era stata portata dalla sua mamma che le era venuta a far visita nel week-end appena passato, li per li, mi sono detto: mi toccherà andare in mensa da solo (cosa che odio profondamente!) poi rileggendo il messaggio ho visto che la fanciulla aveva lanciato un disperato messaggio di aiuto, ed io, che sono un cavaliere, e corro sempre in soccorso alle giovincelle in difficoltà, mi sono detto non posso non darle una mano :-P. A parte gli scherzi mi ha invitato a pranzo in collegio da lei, con la prospettiva di fare un banchetto a base di Orecchiette fatte dalle mani sapienti della sua mamma e di Caciocavallo e mozzarella di fattura artigianale. Non potete nemmeno immaginare quanto buono era il tutto, tanto che dopo l’ultimo pezzetto di formaggio che ho ingurgitato più per gola che per vera fame, ho assunto la posizione nella sedia ed ho affermato… “DESSO STO BEN!” l’unica parola che mi viene in mente per descrivere il tutto è, eccezionale! Ad aggiungere il tocco finale alla bontà intrinseca della pasta fatta come dio comanda ci ha pensato il sugo sempre di fattura materna! Beh, una cosa spettacolare! Fin qui tutto ok, non avevo purtroppo fatto i conti con l’abbiocco post mangiata, quel torpore che capita nei grandi pranzi. La questione era che alle 1430 avevo un paio di ore di lezioni e per giunta di fronte ad un computer, la morte! Ma posso esclamare senza ombra di dubbio che ne è valsa la pena, la squisitezza delle prelibatezze che la Micheluzza mi ha preparato ha compensato il leggero disagio post pranzo. Così io posso affermare, in barba a molti miei amici buon gustai, IO HO mangiato le vere orecchiette pugliesi!

GRAZIE MICHELA!


venerdì 23 maggio 2008

Bella e Pericolosa....















Tra strategie che Madre Natura ha elaborato nel corso dell’evoluzione delle specie, per la sopravvivenza dai predatori, ve n’è una di molto interessante e allo stesso tempo diabolica.
Per la verità, la strategia che tra poco vi illustrerò è una combinazione di stimoli visivi e biochimici per l’aspirante predatore.

Danaus Plexippus è il nome scientifico per una meravigliosa farfalla denominata volgarmente La Monaca. È originaria del nord America e a dispetto dal nome docile e mite che ispira fiducia nel corso della sua evoluzione ha adottato uno stratagemma infernale per evitare di finire in pasto a tutti quegli animali che si cibano di bruchi e farfalle. Sin dai primi giorni del suo stadio larvale, per evitare di finire in pasto a qualche predatore, sviluppa una colorazione a strisce parallele Giallo Blu rigate di bianco molto sgargiante, e questo nel regno animale è sinonimo di pericolosità o quanto meno di attenzione per possibili conseguenze nefaste. Successivamente il bruco durante il suo sviluppo è solito cibarsi di gradi quantità di foglie di Oleandro, che contengo altissime concentrazioni di Glucosidi Cardioattivi. Ai più questo nome dice poco o nulla, ma è una denominazione Chimico farmaceutica che racchiude i famosi principi attivi della DIGITALE che vengono somministrati nei casi di insufficienza cardiaca per migliorare la forza di contrazione del miocardiocita. Il meccanismo con cui agiscono queste molecole è molto singolare, blocca selettivamente una particolare proteina della membrana della cellula, chiamata Na+/K+ ATPasi deputata alla formazione del gradiente ionico necessario affinché vi sia risposta contrattile. Il blocco di questa “pompa” di membrana provoca ritenzione di Na+ nella cellula che per riportare alla normalità la situazione attiva un’altra proteina, il canale Ca2+/Na+ che espella Na+ e introduce Ca2+ con ovvio miglioramento dalla forza contrattile (il Ca2+ è lo ione che provoca contrazione dei muscoli!). I problemi di questi principi attivi è che hanno un ridotto intervallo terapeutico, in altre parole sono molto tossici e se non si fa molta attenzione si corre il rischio di intossicarsi con conseguenze anche letali.

È proprio questa la genialata di Madre Natura, il bruco della Monaca è completamente insensibile agli effetti velenosi di questi composti, tanto che li concentra in se stesso, e se uno sventurato predatore (o pirla oserei dire!!) mangia il bruco si intossica con possibili conseguenze letali. Se per caso non ci lascia le penne, la volta successiva che vede un bruco di quella morfologia li associa i colori al malessere che ha provato la volta precedente e ci pensa bene prima di rimangiarlo.
In questo modo il bruco si nutre, cresce ma al tempo stesso si difende con la strategia dei colori e dei composti velenosi.

Struttura di un glucoside cardioattivo cardenolidico.

venerdì 16 maggio 2008

L'energia dell'Amore...


In queste tiepide sere di primavera mi è capitato di assistere ad un corteggiamento amoroso a dir poco luminoso, la danza delle Lucciole. Phausis Splendidula è il nome scientifico di questo minuscolo insetto che allieta le serate in relax in giardino. Appartiene alla famiglia dei Lampiridi facenti a loro volta parte della più grande classe dei coleotteri. La peculiarità di questo esserino è che grazie ad un particolare processo biologico è in grado di emettere una radiazione luminosa con una lunghezza d’onda (λ) pari a 562 nm. Questo processo chiamato in gergo tecnico bioluminescenza avviene per ossidazione della molecola luciferina, prodotta dalle cellule dell’insetto, a ossiluciferina per intervento di catalisi della luciferasi (enzima). Più in dettaglio, la Luciferina in presenza di O2 e ATP(adenosintriforfato), composto molto importate per tutti i sistemi biologici per il rifornimento di energia metabolica, viene trasformata in Ossiluciferina, il fatto peculiare è che questa banale reazione di ossido riduzione della molecola non libera come la stragrande maggioranza dei processi chimici energia sotto forma di calore, come tutte le reazioni esotermiche, bensì libera energia sotto forma di un fotone (radiazione luminosa) ad una precisa lunghezza d’onda (562 nm). La trasformazione dei reagenti in prodotti in questa reazione biologica, come per tutte le reazioni passa per uno stato intermedio ad energia elevata, il sistema poi si stabilizza cedendo questa energia come radiazione luminosa nello spettro del visibile. Fin qui abbiamo fatto una panoramica biologico chimica del comportamento della lucciola, ora vediamo i motivi per cui avviene questo. Il motivo principale è il corteggiamento da parte del maschio verso la femminina che in questo periodo si sta preparando a deporre dalle 70 alle 100 uova. Oltre a ciò va detto che l’accoppiamento tra i due sessi avviene con successo,quando l’emissione luminose tra i due corpuscoli è in sincronia, e che, in perfetto stile maschilista, l’insetto maschio è l’unico di questa specie in grado di volare. È già perché la femmina morfologicamente è un larva non in grado di volare.



giovedì 1 maggio 2008

Siamo tutti dei Drogati!

Chi di noi non ha mai bevuto un caffè in vita sua!?

La risposta è semplice, tutti noi, anche solo un volta hanno bevuto una tazza di un liquido nerastro con in flessioni marroni prodotto con un processo fisico chiamato; distillazione in corrente di vapore, sia esso eseguito con la normale Moka da casa o la più professionale macchina da espresso al bar. Si possono distinguere delle categorie di consumatori di questo stimolante centrale, che potremmo definire una droga d’abuso perfettamente legale. Vi sono quelle persone che consumano oltre le 3 tazzine al dì, quelle che ne consumano al massimo una o due ed infine quelle come il sotto scritto a cui il caffè provoca nervosismo, irrequietezza ed altro che in talune occasioni sono costrette ad assumerlo per tirare avanti come si sul dire!
Sono venuto in possesso di un articolo scientifico pubblicato da AMES (chi di voi fa scienze biomediche lo conoscerà di sicuro per il suo test sulla GENOTOSSICITA’) nel 1997 in cui veniva fatto uno studio sulle sostanze GENOTOSSICHE (potenzialmente molto pericolose per il patrimonio genetico) contenute in una banale tazzina di caffè. Questo lavoro ha portato alla luce una verità sconcertante, in una tazzina di caffè vi sono circa 1000 composti che potenzialmente potrebbero causare danni irreparabili al patrimonio genetico della cellula eucariotica. Di questi la stragrande maggioranza devono essere ancora testati veramente sul modello animale, ma 19 di essi hanno causato sviluppo di forme cancerose nel modello animale RATTO, 8 si sono dimostrate completamente inattive ed infine la cara vecchia caffeina, la metilxantina, attiva sui centri di stimolazione cerebrale ha dato risultati incerti.

· POSITIVI AL TEST DI GENOTOSSICITA’:

§ Acetaldeide / Benzaldeide / Benzofurano / Benzene / Benzo(a)pirene / Etilbenzene / Catecolo / Acido Caffeico / Limonene /Dibenzoantrachinone / Formaldeide / Furano / Etanolo / Idrochinone / Furfurano / Perossido di idrogeno / Stirene / Toluene / Xilene.

Questi composti NON sono contenuti naturalmente nel chicco di caffè ma si vengono a produrre durante la tostatura e la torrefazione a cui il seme viene sottoposto, in pratica sono prodotti di combustione.

D’altro canto non bisogna allarmarsi, l’uomo cosce il caffè da molto tempo e non si è mai visto nessuno morire di cancro indotto da caffè. Ma il rischio esiste, e se rimane tale è solo perché l’organismo umano è una macchina eccellente in grado di neutralizzare tutti i pericoli sopraccitati con grande efficienza. Bisogna solo fare in modo di mantenerlo in perfetta efficienza, e questo lo si fa con una dieta corretta e con uno stile di vita sano.

venerdì 25 aprile 2008

Bronsa Querta!

Tra le molte persone che mi circondano nell’ambiente famigliare, quello senza dubbio più fuori di testa è lo zio Nico, che in verità, per l’anagrafe di nome fa Domenico. Costui è un signore di 70 anni che agli occhi di un osservatore distratto appare come una persona calma docile e ben distinta nel portamento. Ma, coloro che lo conoscono e gli sono amici possono confermare che è tutto fuorché tranquillo. Lui, è il fratello maggiore della mia mamma, e grazie al suo carattere si riesce ad avere un rapporto aperto che va al di là delle pure formalità tra parenti, magari di una certa età. Ha la bellissima abitudine di dire sempre quello che pensa, nel bene o nel male. Vi basti pensare che riesce a farmi fare delle figure di m***a non indifferenti anche solo parlando con i miei genitori. Per esempio, è colui che mi chiede come vanno le cose a Padova, ma non dal punto di vista scolastico, bensì dal punto di vista della “gnocca”. Tanto per non smentire al sua fama, oggi a pranzo è uscito con una delle sue genialate, in un momento di tranquillità ha fatto notare a tutti che quest’anno avevo dato fondo alle riserve di cioccolata che ho ricevuto a Pasqua (di solito è lui a finirle dato che io non sono così goloso) e poi, con la naturalezza che lo contraddistingue mi guarda e mi dice: beh valà caro!!! Catate ‘na tosa e taca ciavare, parché chi la situasion la ze critica! (Traduzione: è meglio che ti trovi una donna e alla svelta!). E’ stato colui che, fin dall’inizio della mia ultima storia con una tipa, mi ha detto le cose come stavano. E quanto lo cose sono precipitate e lei mi ha brutalemente piantato, mi fa: Varda, l’unica roba che te ghé perso zè do tette bele grosse, par resto, niente de bon, ansi la zera fora de posto vissin de tì! (Traduzione: non hai perso nulla di ché!). Per il resto, è una persona da stimare profondamente, e non solo perché è mio zio ma anche per il livello culturale che sfoggia, io rimango sempre a bocca aperta quanto intraprendiamo discussioni di storia o letteratura insieme, è quello che si sul dire un pozzo di conoscenza. È appassionato di arte e architettura tanto che, lui e la mia mamma, annualmente si vanno a fare quelle visite guidate per le ville palladiane.

Per completare questa rapida panoramica su questo “distinto signore” vi dico che: ha passato gli anni 60 a Roma per lavoro, e lui a detta sua, ma confermato anche dalla mia mamma, ne ha combinate di cotte e di crude. Non si è mai sposato, non si sa bene il motivo, io ipotizzo, dato che nella sua rubrica telefonica ha una montagna di numeri di amiche, che a lui non piacciano i legami stabili e lunghi. E quando lo trovi in centro a Valdagno è sempre in compagnia di qualche amica, non male per un vecchietto è!?

venerdì 18 aprile 2008

Behind Blue Eyes


In quest’ultimo periodo mi capita spesso di pensare al vero significato della parola felicità. Ora, molti di quelli che mi conoscono, sosterranno che sono rincoglionito, e che le sostanze balsamiche che respiro per tutto il dì mi hanno dato alla testa. In parte potrebbero avere ragione, ma, ultimamente mi pongo con una certa regolarità la domanda: chi si può dire veramente felice?!

Per esempio, io, mi dovrei sentire felice dato che ultimamente ho conosciuto una gentil donzella in quel di Padova che definirei: abile oratrice di un livello culturale elevatissimo, ma, non è propriamente così! Non riesco ad essere pienamente felice di questo fatto, se non fosse altro che in partenza so che questa strada è una strada chiusa. È da dire però che ogni volta che passo del tempo con questa girl, puntualmente il tempo vola. E questo mi rende felice. O meglio, mi rende felice fino al momento in cui la serata si chiude, di li in poi è un altro discorso…
Una cosa che mi rende sicuramente felice sono le stronzate con gli amici e l’imprevedibilità di certi eventi, e l’essere circondato da donzelle, dopo i quali sento un’energia interiore rinnovata.

Una cosa che mi rende infelice, ma al tempo stesso, non me ne può frega di meno, come dicono a Roma, è che alcune delle mie più care amiche di corso, hanno deciso, di togliermi il saluto, o forse l’ho tolto io a loro… solo per il fatto che avevo chiesto loro una cosa a cui io non avrei rinunciato per nulla al mondo, loro, o meglio una di loro, ha detto no categorico quindi siamo arrivati alla guerra fredda!
Un’altra cosa che mi rende infelice, e mi fa incazzare, senza contare che quando capita questa situazione scado nella violenza verbale, è il fatto che il mio papà, bravissimo uomo ha una difficoltà immensa ad utilizzare un pc, e sembra che non riesca ad imparare nulla di quello che gli spiego.

Tirando le somme di questo monologo, e ricordando che non sono né un filosofo né uno psicopatico, sono giunto alla conclusione che il concetto di felicità ha molte sfaccettature, molti toni di colore, e racchiude sensazioni che possono essere opposte tra loro, che miscelandosi divengono complementari e danno la percezione della realtà in un certo modo piuttosto che un altro.
In aggiunta a questo, io credo che la felicità che prova una persona può scaturire dalle situazioni più impensate, un’alba con cielo terso un tramonto al mare, un sorriso di una bella donzella, tutte situazioni che in quel momento specifico ti fanno affermare tra te e te; sono felice.

E voi miei cari lettori, ve la siete mai posta questa domanda….

venerdì 11 aprile 2008

Vino Rosso Sangue

Tra le bevande che il genere umano è uso bere sin dai tempi più remoti c’è il vino, il succo fermentato dell’uva. In epoche passate questo liquido è stato glorificato e demonizzato, studi recenti hanno evidenziato la presenza tra le innumerevoli componenti, talune ad effetto terapeutico verso l’organismo umano. Con questo post voglio evidenziare luci ed ombre di questa bevanda.

Studi epidemiologici su alcune popolazioni francesi delle anomalie che hanno portato a formulare il cosiddetto “Paradosso Francese”: in pratica, in una data quantità individui è stata riscontrata un’elevata concentrazione di lipoproteine (le proteine atte a trasportare Colesterolo e trigliceridi nel torrente ematico) dannose per il sistema cardiovascolare, ma una bassissima incidenza percentuale di morti causate da patologie al sistema cardiovascolari connesse con la presenza di queste particelle del sangue. Questo fatto è molto strano, tanto che alcuni tossicologi hanno condotto ricerche specifiche e sono arrivati a delle conclusioni sorprendenti. In pratica è stato rilevato che la bassa incidenza di questi disordini cardiovascolari è dovuto all’assunzione di modeste quantità di vino. O meglio, l’assunzione di modeste quantità di vino porta all’assunzione di composti chimici naturali con un forte potere protettivo nei confronti del sistema cardiovascolare gli ANTOCIANI (antiossidanti) e il RESVERATROLO (anti epatotossico, e antiossidante potente). Gli antociani sono dei pigmenti naturali che donano il colore rosso per esempio anche alle rose, mentre il resveratrolo è un FITOALESSINA. Una fitoalessina è un composto che la vite produce per proteggersi dalle infezione da parassiti e per rallentare la crescita di piante infestanti.

Il rovescio della medaglia è l’alcool etilico contenuto nel vino. L’alcool Etilico come tale, è un agente tossico per il nostro organismo, in quanto provoca azioni marcate a livello dell’encefalo. Ma esso risulta tossico anche quando il nostro metabolismo lo trasforma per poterlo espellerlo più facilmente. Infatti la sua in attivazione metabolica passa per dei composti come l’acetaldeide e l’acido acetico irritanti e corrosivi per le cellule, immaginate dunque, i danni subiti dal fegato (organo deputato alla detossificazione) dopo qualche bicchiere di buon vino.

Tirando le somme di questa discussione, il vino come tale ha effetti positivi uniti ad effetti negativi, quindi, è da prendere alla lettera l’assioma: l’unica cosa che distingue un cosa utile all’organismo da una veleno è la DOSE, o la quantità!