domenica 5 ottobre 2008

Puuutenza!




La peggiore cosa che possa capitare ad un uomo sessualmente attivo è di avere la possibilità materiale di consumare il rapporto, ma di non avere collaborazione da parte della sede anatomica addetta a tale funzione. Questo fatto odioso viene chiamato: disturbo erettile maschile, e più delle volte dipende da fattori psicologici, come ad esempio l’ansia da prestazione. In questo caso è una situazione effimera, e passa con la dovuta tranquillità e complicità con il partner.

In taluni altri casi, è dovuto invece a cause esogene al nostro organismo. Ci sono alcuni farmaci o molecole bioattive che possono indurre impotenza maschile. È il caso per esempio di quegli ammassi di muscoli che si vedono in giro per qualche palestra. Questi individui per raggiungere la forma fisica che desiderano non esitano a prendere STEROIDI ANABOLIZZANTI che come effetto collaterale, non te lo fanno più drizzare!

La Farmacologia giunge in soccorso a tutti coloro che per i motivi più vari sono sessualmente impotenti. Lo sviluppo di farmaci antipertensivi donatori di NO (Nitrogen Oxide) [mediatore chimico di vasodilatazione] e antiipertensione polmonare, ha permesso ai farmacologi di scoprire una reazione secondaria del tutto particolare, un’attività erettile molto spiccata in soggetti trattati con date molecole. Il nome della molecola, panacea di tutti i problemi di libido maschile si chiama SILDENAFIL, commercializzata dalla Pfaizer con il nome di VIAGRA®. Chimicamente è un derivato sintetico delle metilxantine (per intenderci i principi attivi del caffè). È stato scoperto che questi composti oltre ad essere degli stimolanti centrali, hanno una bassa attività di inibizione per degli enzimi chiamati FOSFODIESTERARI (PDE) che presiedono all’inattivazione di secondi messaggeri come il cAMP o cGMP. In particolare il cGMP è coinvolto in risposte rilascianti per esempio dell’endotelio vasale. A livello del pene, il cGMP prodotto dalla Guanilato Ciclasi, a sua volta attivata dal NO rilasciato da scarica di nervi erigenti, provoca la dilatazione delle arteriose con afflusso nei corpi cavernosi del pene una enorme quantità di sangue. Questo, unito al fatto che le vene di deflusso sono compresse e chiuse, causa l’aumento di consistenza dell’organo. La stimolazione cessa quando interviene un altro enzima che inattiva il cGMP, la FOSFODIESTERASI 5 presente nei corpi cavernosi. Scindendo il cGMP cessa la vasodialatazione arteriolare e quindi l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi, e di conseguenza la consistenza dell’organo va diminuendo. Ebbene, il sildenafil, inibisce l’enzima che scinde il cGMP e quindi la vasodilatazione arteriolare persiste consentendo un’erezione prolungata. Il Siledenafil ha un’elevata selettività verso il suo bersaglio, il che significa che ha pochi effetti collaterali, non bisogna abusarne per essere più prestanti, in quanto potrebbe indurre ipotensione ortostatica, con possibili problemi nel momento in cui l’individuo si erge in stazione eretta.

Principi attivi o no tutto parte sempre dalla buona vecchia e cara amigdala, nel senso che un individuo può prendere il sildenafil ma se non vi è stimolazione sessuale non succede nulla, in quanto come sopra citato la scintilla che mette in moto tutto il meccanismo è una scarica dei nervi erettivi.



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2 commenti:

Paolo ha detto...

Preciso e accurato, puntuale e concreto, che posso aggiungere di più? bravo Giorgino, i tuoi post vanno a gonfie vele!!!

Giò ha detto...

Grazie o mio grande controrelatore tecnico!