domenica 2 novembre 2008

Tutto sommato, siamo un po' tutti animali!

Tutti gli esseri umani sono programmati per vivere emozioni. Esse possono essere belle, brutte, da ricordare per molto tempo, da dimenticare il prima possibile. Da queste riflessioni, per così dire poco scientifiche, si può prendere spunto per capire da dove esse prendono vita, e perché in molti casi sono poco controllabili. Anatomia e Istologia(scienza che studia la struttura e la proprietà dei tessuti biologici) insegnano che, racchiuso nella neocorteccia dell'encefalo umano, il più sviluppato nel mondo biologico, vi è un'area che nel corso dell'evoluzione ha subito pochissime variazione da quello che era il progetto iniziale di madre natura, quest'aera è chiamata lobo Limbico. E' costituita da un anello di tessuto corticale dalla conformazione poco sviluppata, e da una serie di strutture profonde associate ad esso tra le quali ricordiamo Amigdala e Ippocampo. E' d'uso comune definire l'insieme di queste strutture Paleocorteccia. In questa seppur primitiva parte dei nostri centri superiori vengono elaborate tutte quelle risposte che sono definite emozioni, istinto e quant'altro, cioè quello che con la razionalità tipica di risposte elaborate nella Neocorteccia non ha nulla a che fare. Prendiamo ad esempio l'impulso della Rabbia, le situazioni che fanno perdere la pazienza vengono elaborate nel lobo limbico e più precisamente nell'Amigdala. Se ci si ferma un momento a riflettere, quando si è in uno stato di collera si dice che "l'individuo è accecato dalla rabbia". Se si scompone questa affermazione e la si analizza dal punto di vista fisiologico è perfettamente pertinente dato che la Paleocorteccia ha scarsissime connessioni con la porzione del nostro encefalo che dona la razionalità. Alcuni studi fatti in passato avevano la presunzione di capire se un individuo era pericoloso per la società valutando la grandezza di questo nucleo, stupidaggine enorme, grazie al cielo non si è fatto più nulla in tal senso, ne immaginate le strumentalizzazioni!?
Un'altra emozione importante da analizzare è la Paura. La paura è un riflesso di tipo conservativo per la specie, cioè se una cosa è pericolosa per la sopravvivenza dell'individuo evoca paura, tale evocazione avviene proprio nell'Amigdala associata al lobo limbico. Uno stimolo visivo che provochi una profonda attivazione del nucleo predetto causa una reazione ed una sensazione molto spiacevole all'individuo, e in dati casi prepara l'organismo alla "fuga" o al "combattimento". Questo istinto è chiaramente stato conservato durante tutta l'evoluzione in quanto positivo per la specie in questione.
Molte altre pulsioni sono elaborate in questa zona primitiva come il comportamento sessuale, il disgusto, la placidità e così via. La caratteristica comune a tutte è la scarsa controllabilità da parte del raziocinio, e la lunghezza della loro durata. Questo dovrebbe far riflettere nel senso che, siamo animali superiori, ma molte delle nostre sensazioni vengono ancora controllate dalla stessa porzione di encefalo che le controllava nei primi primati che sono comparsi sulla terra.
A questo proposito, aveva proprio ragione William F. Ganong professore emerito di fisiologia dell'università della California quando diceva: Nell'uomo la Neocorteccia siede sulla parte più antica del cervello, come un cavaliere su di un cavallo senza redini. Per cui le risposte agli stimoli sono più lunghe e complesse.

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1 commento:

Paolo ha detto...

W Guglielmo Ghenongo e i suoi utili consigli (come bere alcol senza andare in balla ad esempio!)
Bel post Giorgio!