martedì 28 luglio 2009

Salvia buona o Salvia cattiva


E' noto a molte persone che alcune civiltà precolombiane erano dedite a riti pagani in cui un sacerdote, o per meglio dire, uno sciamano usava tutta la sua conoscenza della botanica per pratiche religiose. Vi sono molti esempi tra cui, Maya ed Aztechi usavano il Mescal e i funghi allucinogeni alla psilocibina, alcune popolazioni indigene dell'Amazonia erano dedite all'uso delle Rane la cui pelle forniva un potentissimo allucinogeno. Gli Indios Mazatechi originari del Messico hanno imparato ad usare una pianta spontanea il cui nome comune fa pensare a tutto fuorché alla droga allucinogena, la SALVIA. Il nome botanico è Salvia DIVINORUM, essa fa parte della famiglia delle Labiatae, ed il fatto stesso che in latino salvia significa "salvezza", "salvare" può indurre erroneamente a pesare che questa specie si possa tranquillamente usare come sostitutiva della normale Salvia Officinalis, per intenderci quella che viene usata in cucina. Nulla di più sbagliato, questa pianta originaria del Messico contiene un potentissimo allucinogeno non alcaloide chiamato Salvinorina A. Il periodo in cui questa pianta presenta il quantitativo massimo di quello che può essere chiamato senza ombra di dubbio metabolita secondario è l'estate in cui le temperature elevate contribuiscono alla produzione della molecola.
La Salvinorina A è farmacologicamente definita come kappa agonist receptor in altre parole una molecola che provoca attivazione dei recettori chimati kappa per le sostanze oppiodi (es. Morfina), chimicamente si distingue dai classici allucinogeni tipo LSD o Mescalina in quanto come già detto, essa NON è una sostanza azotata, chiamata tecnicamente alcaloide, ma è un diterpenoide. Ha la peculiarità di riconoscere selettivamente i recettori k senza attivare gli altri sottotipi di recettori per gli oppiacei. Attivando i recettori citati pocanzi, induce delle potenti allucinazioni dissociative con il risultato di alterare completamente la percezione della realtà da parte dell'individuo. Sulla base di ciò, lo sciamano utilizzava le foglie di salvia fresche per curare i mali delle persone. La somministrazione segue un principio geniale, facendole masticare al malato, il principio attivo contenuto veniva liberato ed assorbito nel sublinguale, lo stato di allucinazione doveva permettere al "male" di uscire dal corpo. Oppure in altri rituali lo sciamano stesso si autoinduceva allucinazioni fumando le foglie.
Ai farmacologi, che conoscono questo composto sin dagli anni 80, è venuta l'idea di usare questa molecola come modello di partenza per lo sviluppo di ANTAGONISTI (sostanze che non attivano e non permettono l'attivazione al recettore k), questa ipotetica nuova classe di farmaci verrebbe utile nel trattamento non convenzionale di stati di psicosi allucinativa o schizofrenica.

NB: Il post non intende assolutamente promuovere il consumo di questa droga d'abuso, che per l'ordinamento italiano è ILLEGALE, nonché molto pericolosa per la salute umana. L'intento del moderatore è di informare sui i rischi che l'abuso di sostanze stupefacenti comporta.

4 commenti:

Paolo ha detto...

molto interessante! ma questo tipo di salvia divinorum cresce anche alle nostre latitudini? non lo domando per me s'intende!! :-P

Giò ha detto...

no, ma è molto facile acquistarla, tanto più che in UK non è nemmeno illegale.

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie