sabato 12 settembre 2009

The House

Esattamente una settimana fa ho posto fine, non proprio consensualmente, alla mia vecchia residenza patavina e per come si sono messe le cose, anche ad un'amicizia che per quel che mi riguarda durava a perdita di memoria. Coloro che mi conosco personalmente sanno che questi 5 anni patavini ho avuto la fortuna di condividere dei luoghi con delle persone amiche nel mezzo del camin dell'esperienza studentesca all'università. Non nascondo che, un paio di settimane fa, quando ho levato le tende dalla mia postazione, ho avvertito un velo (molto di più di un velo) di malinconia e tristezza. Dopo tutto è normale avvertire queste sensazioni visto che in quel luogo ho vissuto momenti stupendi con alcune donzelle, con i miei fidi compari di avventura in questo periodo, momenti di vittoria studentesca e momenti tristi di sconfitta sia sul piano studentesco che sul piano morale e personale, come ad esempio il vedere deteriorarsi come un cibo che va a male l'amicizia con uno dei componenti di questa piccolissima cerchia. Con il senno di poi, quest'esperienza ha permesso di comprendere sfaccettature del carattere di tutti noi che vanno ben al di la della semplice condivisione di un sabato sera o di una fugace vacanza il ché è cosa buona e giusta. Ma in questo momento che sto per organizzare un altro anno in terra padovana non posso a non pensare a quel po' di me stesso che ho lasciato là dentro. Datemi pure del sentimentale, ma sebbene negli ultimi tempi vi siano stati degli attriti pesanti tra le parti, questi 5 anni li porterò sempre con me come un periodo in cui ho avuto un assaggio di libertà e di vita reale al di fuori dal nido paterno e materno.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ziu ca! condivido in pieno alcune parti della tua summa..ci sono stati momenti davvero molto belli, esperienze che soltanto noi potremmo mai capire veramente. Di sicuro noi abbiamo ancora un anno per aggiornarci in positivo..come diceva un famoso poeta: "addio monti sorgenti dall'acque. Di questi anni mi resta qualcosa..la parte buona me la porto con me, degli altri non parlerò mai più".

Giò ha detto...

mamma mia, quasi una lacrimuccia... :-)

SiMoNe ha detto...

caro Giorgio,
è triste il tuo post. per certi aspetti ti capisco: ho vissuto le stesse sensazioni qualche tempo fa, quando anch'io raccattavo le mie cose dal mio stupendo alloggio patavino. altri aspetti, ben più tristi, posso solo leggerli nelle tue righe. io non ho idea, se non sbiadita e vaga, di come quel cibo sia potuto andare a male, ma mi sento di dirti questo: non mettere la parola "FINE" a questa amicizia. magari la distanza potrà far decantare i dissidi e un giorno questa amicizia potrebbe rinvigorire...

Paolo ha detto...

Adesso sono commosso anch'io... :)

Giò ha detto...

Simone, le tue parole danno un'idea ben precisa e nobile del concetto che hai di amicizia, e questo ti rende onore, ma se solo sapessi la verità cambieresti idea. Ho già iniziato a sentire alcune voci che circolano in compagnia ed ai margini della stessa e ti posso dire che dal sotto scritto non uscirà nemmeno mezza parola dopo questo post sulla vicenda, anche perché potrei, giustamente, essere accusato di poca imparzialità visto che sono parte offesa.
Quindi, il silenzio è d'oro, e la parola d'argento.