venerdì 7 marzo 2008

CURRAHEE!

L’ultimo libro che ho letto in ordine di tempo si intitola CURRAHEE! Pubblicato dal parà Donald R.Burgett. Non a caso ho voluto intitolare anche questo Post CURRAHEE!
Questo saggio tratta delle esperienze vissute da un gruppo di uomini che hanno preso parte ad una delle più vaste operazioni di guerra che la storia abbia mai contemplato il cosiddetto D-Day, l’assalto alla fortezza Europa da parte della truppe alleate. In particolare tratte la vicende che hanno coinvolto uno dei corpi d’assalto d’elite dell’esercito USA vale a dire la 101^ divisione aviotrasportata, e nel dettaglio il 506° reggimento nel quale militava l’autore di questo libro. Lo stemma di questa divisione è lo screaming eagle, che ogni paracadutista ha portato e porta con fierezza.

Il 506° reggimento riceveva l’addestramento di base in un campo militare chiamato Camp Toombs in Georgia, e la durezza degli esercizi ai quali erano sottoposte le reclute sono divenute leggenda. Per poter entrare a far parte di questo reggimento e più in grande di questa divisione l’ ”Uomo” e non il ragazzino montato, doveva fare il CURRAHEE. Questa parola di origine indiana, che da il nome ad un monte vicino al campo di addestramento significa “colui che sta da solo” e racchiude una delle attività fisiche più impegnative che doveva essere svolta ogni mattina all’alba dagli aspiranti parà. Il CURRAHEE consisteva nel correre per un totale di 20 km su e giù per il monte CURRAHEE senza rallentare la cadenza ne fermarsi. Colui che era in grado di fare questo entrava di pieno diritto a far parte del 506° reggimento.
La durezza di questo addestramento divenne leggenda tanto che ogni volta che i paracadutisti dovevano entrare in azione, urlavano CURRAHEE prima di imboccare il portello dell’aereo e lanciarsi nel vuoto. Il significato intrinseco di questa parola racchiude l’essenza del tipo di dovere a cui erano chiamati tutti coloro che facevano parte della divisione. Vale dire che, questi uomini nel più dei casi, e come è successo in Europa, sono atterrati in territorio nemico molte ore prima che le divisioni di fanteria arrivassero dal mare, quindi erano SOLI contro forze nemiche preponderanti che avrebbero potuto annientarli in qualsiasi modo. Ma la loro missione era di vitale importanza dovevano aprire una via, combattendo e facendo azioni di guerriglia, per facilitare il compito di quelle truppe che dovevano sbarcare sulle spiagge utah e omaha beach (sono nomi in codice che il comando alleato assegno a diversi settori di spiaggia), assegnate al comando americano.

In definitiva il libro racconta le prime fasi dell’addestramento di un parà con tutte vicissitudini annesse, poi parla della fase di preparazione della battaglia, nei mesi prima dell’attacco, in cui avevano preso base in Inghilterra, fino al momento in cui hanno toccato terra la notte del 5 giugno del 1944. Di li in poi l’autore racconta storie delle battaglie contro i tedeschi nel primo mese di combattimenti. Talvolta queste storie sono molto crude e anche noiose per coloro a cui non piacciono questo genere di libri quindi, se qualcuno fosse interessato a qualche approfondimento storico sulla battaglia se ne può tranquillamente parlare.
Non ho nessuna velleità di critico letterario, anche perché un critico deve essere asettico e valutare con freddezza il racconto. Questo genere di libri a me piacciono molto quindi va a farsi benedire l’imparzialità e l’asetticità, comunque a parer mio, il libro è ben strutturato, ma pecca di qualche dettaglio in più sulle battaglie che si sono svolte in Normandia. D’altra parte non si può nemmeno essere troppo pretenziosi, dato che sono convito che l’autore abbia fatto molta fatica a raccontare gli episodi in cui era emotivamente molto coinvolto.